29 luglio: una data da segnare sul calendario e possibilmente in cui mettersi in agenda un impegno, tutti noi: “riflettere ed agire subito”. L’Earth Overshoot Day segna la data in cui la domanda dell’umanità di risorse naturali in un dato anno supera ciò che la Terra può rigenerare in quell’anno.

Nel 2021 l’Earth Overshoot Day arriva il 29 luglio.

È calcolato dal Global Footprint Network, un’organizzazione di ricerca internazionale che fornisce ai decisori un menu di strumenti per aiutare l’economia umana a operare entro i limiti ecologici della Terra.
L’anno scorso “grazie” allo stop del lockdown dovuto alla pandemia da Covid-19 avevamo potuto rimandare di qualche settimana, fino al 22 agosto, ma pensiamo che nel 1970 la data era il 30 dicembre.

Per determinare la data dell’Earth Overshoot Day ogni anno, il Global Footprint Network calcola il numero di giorni di quell’anno in cui la biocapacità della Terra è sufficiente a soddisfare l’impronta ecologica dell’umanità. Il resto dell’anno corrisponde all’overshoot globale. L’Earth Overshoot Day viene calcolato dividendo la biocapacità del Pianeta (la quantità di risorse ecologiche che la Terra è in grado di generare quell’anno), per l’Impronta ecologica dell’umanità (la domanda dell’umanità per quell’anno) e moltiplicando per 365, il numero di giorni in un anno.

L’esigenza di agire su cinque capisaldi
I cinque capisaldi sui quali agire sono:

  • pianeta: la qualità della vita dell’umanità dipende dalla salute delle risorse biologiche del nostro pianeta, tra cui terreno fertile, acqua pulita e aria pulita, necessari per la prosperità dell’umanità;
  • città: si prevede che l’80% della popolazione mondiale vivrà nelle città entro il 2050. La pianificazione urbana e le strategie di sviluppo urbano sono fondamentali per bilanciare l’offerta di capitale naturale e la domanda della popolazione;
  • energia: la decarbonizzazione dell’economia è la nostra migliore possibilità per affrontare il cambiamento climatico e migliorerebbe l’equilibrio tra la nostra impronta ecologica e le risorse naturali rinnovabili del pianeta;
  • cibo: il modo in cui soddisfiamo uno dei nostri bisogni più elementari, il cibo, è un modo potente per influenzare la sostenibilità. Acquistare cibo prodotto a livello locale ed evitare cibi altamente trasformati può ridurre l’impronta ecologica;
  • popolazione: impegnarsi per far sì che tutti conducano una vita sana e sicura in un mondo di risorse limitate richiede di affrontare la crescita della popolazione. L’emancipazione delle donne è essenziale per la sostenibilità globale.

Una visione integrata e rivolta al futuro
È fondamentale che le strategie con riguardo a questi punti viaggino parallelamente per raggiungere l’obiettivo comune. La tematica va affrontata con una visione integrata e rivolta al futuro, ma, alla base, ci sono gli investimenti. Sono necessari massicci interventi nella tecnologia per rendere le città maggiormente pronte a una transizione “net zero” e per produrre alimenti a sufficienza per una popolazione in costante aumento a livello globale.

Nonostante siano i Governi e le aziende a dover ricorrere alle azioni più ingenti, anche noi cittadini non possiamo esimerci dal fare del nostro meglio per #movethedate!

di Ylenia Esther Yashar

(da CSRoggi Magazine, anno 6, n.3, Maggio/Giugno 2021, pag. 56)

 

 


NOVITÀ

IL SUPPLEMENTO
A CSROGGI MAGAZINE DI OTTOBRE.
Per saperne di più
clicca qui

Share This