Viva le donne

L’uomo della strada

 

 

 

In questi ultimi tempi si parla molto delle differenze di genere. Sembra che ci si stia accorgendo che esistono anche le donne che possono occupare posizioni apicali nelle varie organizzazioni. Che per le loro caratteristiche naturali siano molto più capaci degli uomini in tante situazioni. Che sanno gestire contemporaneamente varie problematiche.

Insomma, “viva le donne”.

Io lo sostengo da sempre ma desidero unirmi a questa “ola”. Con una motivazione ben precisa ed una speranza molto consistente.

 

La motivazione.

Nel campo della sostenibilità, e più in particolare, nel contrasto ai cambiamenti climatici, mi ha colpito una considerazione generale che è stata fatta nei giorni scorsi in occasione della elezione di Ursula von der Leyen alla carica di Presidente della Commissione Europea. Prima donna a ricoprire una posizione così importante in Europa.

La neo-Presidente ha enfatizzato, tra i suoi obiettivi primari, quello di lavorare affinché l’Europa sia il primo continente neutro dal punto di vista del clima, entro il 2050.

La sua visione di un’Europa più verde, più equa e basata su regole, si è fatta apprezzare per le proposte programmatiche  in direzione di un’Europa finalmente più solidale, più rispettosa dell’ambiente e più sicura rispetto ai traffici illeciti e alla migrazione illegale. Molti si  augurano che si adopererà per farli diventare punti centrali del suo mandato.

Va detto che questi temi erano già stati trattati da chi aveva occupato in passato quella carica. Ma tutti siamo in grado di constatare come le parole non siano state seguite dai fatti.

Adesso a pronunciarle è stata una donna! E molti ci sperano.

Un’altra donna, questa volta piccola (16 anni), ma estremamente determinata, Greta Thunberg, che frequentava il nono anno di una scuola di Stoccolma, nel 2018 ha deciso di non andare a scuola fino alle elezioni legislative del settembre 2018. La decisione di questo gesto è nata a fronte delle eccezionali ondate di calore e degli incendi boschivi senza precedenti che hanno colpito il suo paese durante l’estate. Voleva che il governo svedese riducesse le emissioni di anidride carbonica come previsto dall’accordo di Parigi sul cambiamento climatico ed è rimasta seduta davanti al parlamento del suo Paese ogni giorno durante l’orario scolastico. Il suo slogan era “Sciopero della scuola per il clima”.

Dopo le elezioni, ha continuato a manifestare ogni venerdì, lanciando così il movimento studentesco internazionale Fridays for Future. Il suo sciopero del venerdì ha attirato l’attenzione dei media in diverse nazioni e manifestazioni simili sono state organizzate in altri paesi, tra cui l’Italia.

Greta ha parlato al vertice delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici: «Ciò che speriamo di ottenere da questa conferenza è di comprendere che siamo di fronte a una minaccia esistenziale. Questa è la crisi più grave che l’umanità abbia mai subito. Noi dobbiamo anzitutto prenderne coscienza e fare qualcosa il più in fretta possibile per fermare le emissioni e cercare di salvare quello che possiamo.

Voi parlate soltanto di un’eterna crescita dell’economia verde poiché avete troppa paura di essere impopolari.  La biosfera è sacrificata perché alcuni possano vivere in maniera lussuosa. La sofferenza di molte persone paga il lusso di pochi. Se è impossibile trovare soluzioni all’interno di questo sistema, allora dobbiamo cambiare sistema. Voi dite di amare i vostri figli sopra qualsiasi altra cosa, eppure state rubando il loro futuro.»

Nei mesi successivi Greta Thunberg è intervenuta in altre manifestazioni in diverse città europee, ottenendo una notevole attenzione mediatica.

Ad aprile 2019 ha parlato alla commissione Ambiente del Parlamento europeo, invitando i politici europei a prendere decisioni nette e rapide per contrastare il cambiamento climatico, seguendo quanto affermato dagli scienziati.

Adesso in tutti i giovani è presente una coscienza ben precisa del problema.

 

La speranza.

Anche in Italia molti tra coloro che contano hanno dedicato parole, tante parole, alla necessità di porre attenzione, di fare, di impegnarsi.

Ma quali sono i risultati si è visto e si sta vedendo.

A me rimane un’ultima speranza: che anche da noi si faccia avanti una donna, giovane o matura, che abbracci con energia e convinzione il problema dei cambiamenti climatici e sappia passare dalle sole parole ai fatti.

Così in coro potremo dire tutti (con una ragione di più) “viva le donne”.

 

Ugo Canonici

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(Free-Photos-242387-Pixabay)

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