Valutare è necessario (1)

Il punto del Direttore

 

 

Nel processo di valutazione ci sono molte domande che manifestano la ragione del metodo che poi verrà applicato. Prima di decidere il metodo che deve rivelarsi utile ai raggiungimento dei fini, occorre valutare tra le domande quali hanno la priorità.

“Su cosa ci si deve concentrare?” ovvero “Che tipo di valutazione andiamo ad operare: a che serve, chi deve conoscere i risultati?” Infine: “Che tipo di approfondimento desideriamo: abbiamo per obiettivo il desiderio di cambiamento o serve unicamente ad uso interno?”

Sono alcune domande, tra le molte che emergono una volta deciso che il processo di valutazione va fatto.

Immaginiamo quella che comunemente viene chiamata la valutazione partecipativa. Quella attraverso il Focus Group.

E’ indispensabile iniziare con un focus group cui partecipano diversi stakeholder.

Possono essere interni ed esterni e consiste nella raccolta partecipata di dati sugli outcome che possono descrivere i mutamente, gli elementi più significativi della nostra indagine.

Leggendo i risultati, prendendo in considerazione le esperienze in una platea speso vasta emergeranno diversi spunti che tenderanno a indicarci gli impatti più importanti, quelli da esaminare, da trattenere nella discussione di gruppo e quelli da approfondire.

La raccolta dei dati parte in modo semplice, ma si complica subito se vengono poste domande significative sull’impatto, esaminando gli obiettivi del processo di valutazione.

I dati e le misure andranno raccolte per ogni outcome: il Gruppo definirà quali dati hanno la caratteristica di “most significant change”, quali cambiamenti sono da valutare, da misurare per valutare l’impatto, quali indispensabili da approfondire.

Può trattarsi di una posizione nel mercato di una azienda, o la misura di un progetto. L’impatto e la sua necessaria misurazione è pertinente ad ogni azione.

Il metodo della partenza, che abbiamo immaginato in un Focus Group, ha bisogno di più presenze nel gruppo, di valutazioni molto diverse da misurare, in cui concorrono più elementi in campo, di una complessità di voci che si mescolano.

Ad esempio: come valutare una campagna ministeriale di prevenzione del tabagismo? E ancora, come conoscere l’attività penetrazione di certi prodotti in un territorio rispetto ad un target di persone molto diverse?

In questo caso il Gruppo degli Stakeholder troverà terreno di ampia discussione, che si concluderà proprio con un ulteriore passaggio di ricerca dati in certi settori, ambiti, organizzazioni interne, esterne per una seconda tappa più ricca di informazioni, di dati più adeguati alle domande.

La sostenibilità è un processo complesso e integrato.

La complessità rende partecipi ambiti diversi, spesso non direttamente in relazione, e l’integrazione è determinata dalla necessità di giungere ad un risultato.

Quest’ultimo sarà vicino attraverso l’applicazione di più metodologie che il gruppo valuterà utili alla chiarezza e alla risposta alle domande.

La valutazione in sé parte con una domanda.

Fondamentalmente è l’esigenza posta da una domanda.

In alcuni casi un gruppo di lavoro coeso può aiutare a leggere dati grezzi, e impostare nuove domande che urgono verso nuove risposte. E’ una strada impervia, ma indispensabile. Pena la superficiale incertezza.

Bruno Calchera
Direttore Responsabile

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