Unipol presenta il Bilancio Integrato 2018 con una tavola rotonda sulla Finanza Sostenibile

Milano, 25 giugno 2019 Si è svolta oggi, presso la Torre Velasca di Milano, la presentazione del Bilancio Integrato 2018 del Gruppo Unipol, documento che per il terzo anno integra i risultati finanziari con quelli conseguiti nella sostenibilità socio‐ambientale. Per l’occasione, è stata organizzata la tavola rotonda “Finanza sostenibile: il ruolo degli SDGs nell’economia reale”, con l’obiettivo di approfondire la riflessione su un tema oggetto di significativi sviluppi, a pochi giorni dalla pubblicazione da parte della Commissione Europea degli strumenti chiave per realizzare l’Action Plan on financing sustainable growth. Nel corso dell’evento si sono confrontati in una tavola rotonda Carlo Cimbri, Group CEO Unipol, Innocenzo Cipolletta, Presidente Assonime, Panos Seretis, Head of ESG Research ‐ EMEA MSCI Inc.
Il dibattito ha sviluppato gli spunti forniti dall’introduzione di Marisa Parmigiani, Responsabile Sostenibilità Gruppo Unipol, che ha illustrato le misure recentemente adottate a livello europeo in materia di finanza sostenibile, e da uno speak di Simon Zadek, Senior Advisor to the Administrator of the United Nations Development Programme e, da novembre 2018, Sherpa della Task Force on Digital Financing of the Sustainable Development Goals voluta dal Segretario Generale delle Nazioni Unite.

Unipol, leader 2019 per Reputazione nel settore finanziario in Italia per il terzo anno consecutivo, è pienamente consapevole degli impatti delle proprie scelte di investimento; per questo aderisce ai Principles for Responsible Investment (UN‐PRI) e ha definito politiche di investimento che integrano le tecniche tradizionali di analisi dei rischi e rendimenti finanziari con l’analisi extra‐finanziaria dei fattori ESG. Nel 2018 gli investimenti che hanno soddisfatto i criteri di sostenibilità definiti hanno rappresentato il 98,2% del portafoglio complessivo.

Con il supporto di The European House‐Ambrosetti, proseguendo il lavoro presentato agli stakeholder lo scorso anno, il Gruppo ha determinato il valore creato da scelte di investimento orientate verso titoli eligible[1]. I 12,5 miliardi investiti da Unipol in titoli non governativi eligible[2] hanno determinato la creazione di valore ambientale, sociale e cognitivo per 380 milioni di euro.

Il Gruppo ha intenzione di proseguire il percorso in questo senso, aumentando ulteriormente la quota di titoli non governativi eligible[2] nel proprio portafoglio e incrementando gli investimenti nei settori con esternalità positive più significative (quali Energia e Utilities). In questo modo il valore creato nell’anno 2021, al termine del triennio del Piano Strategico 2019 – 2021, potrà raggiungere i 440 milioni (+16% rispetto al 2018).

L’altro impegno chiave riguardo alle scelte di investimento riguarda gli investimenti tematici che supportano il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda ONU 2030: l’obiettivo è di raggiungere i 600 milioni investiti in questo modo nel 2021, con un aumento di oltre l’80% rispetto al 2018. Il contributo agli SDGs sarà rafforzato anche dalla vendita di prodotti con impatto sociale e ambientale, che il Gruppo si è impegnato a portare al aumentare al 30% di penetrazione sul portafoglio complessivo assicurativo (dal 22,7% del 2018)

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[1] Secondo le politiche in materia di investimenti del Gruppo Unipol, un titolo è eligible quando è stato emesso da un soggetto (pubblico o privato) che rispetta criteri ambientali, sociali e di governance (ESG – Environmental, Social e Governance), definiti prendendo ispirazione da principi sviluppati dai principali organismi internazionali (Un Global Compact, UN PRI); la valutazione dei titoli è svolta da una Società indipendente specializzata nell’assegnazione di rating ESG e di costruzione di indici di sostenibilità. Alle pagine 39 – 42 di http://www.unipol.it/sites/corporate/files/document_attachments/bilancio‐sostenibilita_unipolsai_2018.pdf sono disponibili i dettagli della metodologia adottata.

[2] L’analisi quantifica un beneficio in termini economici, derivante da costi di esternalità negative evitati in ambito ambientale, sociale e cognitivo; il beneficio si genera a fronte della scelta del Gruppo di investire in titoli emessi da un’azienda considerate eligible secondo il modello di cui sopra, invece che in una considerata not eligible.

 

Guarda il Bilancio Consolidato Integrato 2018

Vai alla scheda di Gruppo Unipol

 

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