Una bella giornata

L’uomo della strada

 

 

 

Domenica pomeriggio. Una bella giornata primaverile al Parco Indro Montanelli a Milano. Famiglie, bambini piccoli, gente che corre. Tanta. Al Museo di storia Naturale c’è una mostra sulla Sostenibilità.

Entriamo. Si tratta di una mostra immersiva che avvolge il visitatore con visual storytelling ed esperienze sensoriali che consentono di scoprire meccanismi ed effetti della trasformazione del Pianeta Terra dovuta al riscaldamento globale. Installazioni digitali, olfattive e sonore, postazioni e pareti interattive si susseguono nel percorso espositivo sviluppato su un’area di 400 metri quadrati e suddiviso in tre momenti distinti: esperienza, consapevolezza e invito all’azione.

Il pianeta ci sta dando un ultimatum.  La mostra offre al grande pubblico un’occasione di approfondimento e di riflessione su uno dei temi più urgenti e sentiti del mondo contemporaneo.

Attraverso quasi 300 scatti realizzati dai grandi fotografi della National Geographic, la mostra documenta le profonde trasformazioni che, a causa del riscaldamento globale, il pianeta Terra sta progressivamente subendo: dal ritiro dei ghiacci perenni ai fenomeni atmosferici estremi, quali episodi di siccità, incendi forestali, ondate di calore, alluvioni.

La volontà è quella di allargare le frontiere dell’esplorazione, in modo da aumentare la conoscenza del pianeta e dare a tutti la possibilità di trovare soluzioni per costruire un futuro più sano e sostenibile.  L’esistenza umana dipende dalle condizioni di salute, equilibrio e sostenibilità della terra, ma allo stesso tempo sottopone la Terra, e tutto ciò che ci vive, a pericolose pressioni.

Siamo giunti a una svolta globale, e questo determina necessità e bisogno di agire immediatamente in maniera decisa.

La mia preoccupazione sul tema subisce una notevole impennata. Esco con negli occhi delle immagini forti che mi rendono più inquieto.

Il percorso dell’uscita si svolge attraverso la classica visita alle classiche cose che avevo già visto quando eravamo stati con la scuola e poi con i figli e poi con i nipoti.

Ma questa volta l’occhio mi cade sui dinosauri. E mi fermo a leggere con attenzione il sunto della loro storia. E soprattutto la spiegazione del perché sono scomparsi. Ed è come me lo ricordavo. Il racconto del meteorite caduto sulla terra viene presentato come un “accidente” molto secondario. Il popolo dei dinosauri è scomparso perché tutto il pianeta ha subìto per anni trasformazioni e cambiamenti che non hanno permesso più a quei bestioni di sopravvivere.

Poi, la spiegazione concludeva, ci sono voluti più di 80 milioni di anni prima che ricomparisse una forma di vita e con essa, poco per volta, l’uomo.

Il mio cervello, birichino, si è fatto da solo i suoi accostamenti.

Fuori, la bella giornata  primaverile non mi sembrava più così bella.

 

Ugo Canonici

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