Un applauso e una riflessione

Siamo in attesa del nuovo settimanale del Corriere della Sera. “Buone Notizie” martedì 19 sarà in edicola.

Queste righe sono stilate prima dell’uscita e fanno parte dei molti commenti che sono seguiti all’annuncio della edizione di questo nuovo prodotto editoriale.

Volutamente esse non vogliono essere un commento, ma una riflessione sulla proposta, dentro una attesa, un segnale positivo di curiosità mista a letizia.

Alla presentazione, curata e davvero ricca di notizie, si è parlato molto di Terzo Settore, di Volontariato, di quella energia positiva che vive nel nostro paese che ha solo bisogno di farsi strada tra le brutture e i guai che ci assillano.

Finalmente BUONE NOTIZIE!

Ci vuole del coraggio in editoria a lanciare con un prodotto di questa natura.

Le parole di Urbano Cairo hanno dato la dimensione esatta di cosa significa essere editori: intercettare bisogni, realtà spesso sconosciute e il grande desiderio di ascoltare e divulgare.

Infatti da sempre, nel mondo della Comunicazione, il positivo, la Buona Notizia è una parte, normalmente annunciabile “alla fine” di un intervento, una appendice cattura applausi, per chiudere in bellezza una premiazione, una vittoria a un gioco in TV, una buona nuova tra le novità di una azienda.

Ma in editoria la Buona Notizia non è mai il titolo di apertura di un giornale, di un TG e se lo  è è solo una eccezione.

Chi non è lieto però di applaudire alla solidarietà? Chi non ritiene utile un intervento sociale che vuole alleviare fragilità, situazioni sociali pesanti e piene di bisogno?

Invece l’applauso a una iniziativa editoriale è rivolto proprio a coloro che invece stabilmente sono impegnati a dare corpo e voce al bisogno emergente ed ai protagonisti della avventura positiva della risposta al bisogno.

I milioni di volontari in Italia sono la misura di questa positività in azione.

 

La avventura editoriale di CSRoggi (un lavoro davvero pieno di miracoli per le pochissime risorse disponibili, e per la libera adesione di altrettanti volontari)  ha uno sguardo rivolto alla società, al suo sviluppo economico, ai risultati sociali che emergono da coloro che ‘fanno’ la catena produttiva – piccoli e grandi – e hanno a cuore che quel ‘fare’ sia un intervento di sostegno alla società, alla fragilità di persone o di territori, un aiuto a migliorare le relazioni umane.

 

Le “Buone Notizie” che vengono dalla iniziativa del Corriere della Sera incrociano anche questo mondo, in rapida evoluzione, che deve maturare una sensibilità sociale per persone, prodotti, metodi di operatività e territorio, con stakeholder o clienti.

 

In fondo è proprio poca cosa dare una “patacca” per premiare le buone prassi!

Occorre anche il coraggio di far conoscere veramente il contenuto, la storia e gli obiettivi di tante azioni tese al bene comune. Occorre farle conoscere diceva il prof. Zamagni nella sua ormai famosa citazione di Aristotele. Non basta un evento per distribuire premi, occorre che cresca una mentalità, che si sappia il cammino che si intende portare avanti per generare una mentalità, che abbia il respiro di una cittadinanza attiva, una imprenditoria non solo illuminata, ma capace di concepirsi dentro un compito sociale.

Qui la Pubblica Amministrazione ha molto da fare e da dire.

Il Sottosegretario Bobba nella giornata di annuncio della iniziativa del Corriere ha mostrato quanto la riforma del Terzo Settore è davvero la chiave di volta per un mondo che attendeva una definizione del suo essere in modo aperto e non più legato alla burocrazia amministrativa

L’intervento del Sindaco di Milano ha confermato il cuore di una città e gli impegni concreti avviati.

 

Nonostante la presenza dell’Assessore Gallera in sala, si è notato un “deficit di comunicazione” di Regione Lombardia: eppure i temi quali la sussidiarietà orizzontale e verticale, l’attenzione al Terzo Settore, le grandi fragilità e il loro sostegno, sono sempre state nella agenda dei lavori di questa Istituzione. Ne siamo certi!

La provocazione di Buone Notizie permane.

Il settimanale suggerisce il favorevole contagio che lo spirito buono fa emergere da quelle righe soprattutto per coloro che fanno leggi e provvedimenti per il bene sociale e devono – perché il dovere istituzionale qui c’è – intervenire per i bisogni così diffusi della gente.

Grazie a “Buone Notizie” si può chiedere ad aziende, imprese, agli stessi cittadini una maggiore sensibilità sociale; si possono suggerire e documentare interventi che qualificano le tante azioni che vivono per migliorare la vita di tanti.

E il periodico documenterà l’opera di tutti per incoraggiarci e, speriamo, per offrire una visione positiva di quanto accade vicino e lontano da noi.

Alla fine “Buone Notizie” vivrà solo della volontà di molti che desiderano che il Bene Comune non sia solo una realtà da conoscere ma si lavori perché nuove iniziative sorgano e valorizzino le esistenti.

Il cuore di ognuno ha un richiamo in più, una responsabilità da emulare, una vicinanza sociale con cui collaborare, una creatività da mettere in campo, uno sguardo buono e nuovo verso il Bene Comune.

 

Bruno Calchera

Direttore Responsabile di CSRoggi

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