Tra il dire e il fare

L’uomo della strada

 

 

Non so se sono io che presto maggiore attenzione e ogni volta che qualcuno cita la parola ”sostenibilità” tendo le orecchie. Oppure se sta cambiando il vento.

Così, a occhio propenderei per la seconda.

Il nostro Presidente del Consiglio, in un importante incontro internazionale di poche ore fa, ha tenuto un discorso in cui era inclusa una parte dedicata proprio a questo tema.

Alcuni politici che fino ad ieri non se l’erano filata manco di striscio oggi ne “parlicchiano” ogni tanto (non sto a valutare se lo fanno in modo positivo e propulsivo o così, tanto per sfiorare un tema che può far vibrare qualche corda dei “cittadini”).

La pubblicità in televisione, sulla carta stampata, nella rete, ci evidenzia che le aziende che, magari da anni vantavano importanti azioni di sostegno alla Sostenibilità, hanno deciso che adesso è il momento di farlo anche sapere.

Insomma, la mia percezione è che prima se ne parlava solo negli ambienti degli addetti ai lavori della CSR, adesso se ne parla anche per la strada.

E io che sono un uomo della strada, non posso che esserne contento.

Ma, visto che le cose piacevoli sembra che non possano mai stare da sole in pace, ma devono convivere con qualche  contrarietà, nella testa mi serpeggia una piccola perplessità. Non è che, secondo una consolidata tradizione italica, arrivando a parlarne tanto,  poi ci si convince anche di aver ormai fatto?

Allora sarà bene non dimenticare mai una piccola cosa e ricordare che, come dicevano i saggi, tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare.

Un mare nel quale non è poi così “dolce il naufragare”.

Ugo Canonici

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