La Riforma del Terzo Settore, lanciata con un percorso partecipativo tra il 2016 e il 2017, si prepara a una tappa fondamentale: all’inizio del 2021 è infatti prevista la nascita del Registro unico del terzo settore (RUNTS). La Riforma, molto dibattuta e dalla lunga gestazione, si propone di rivoluzionare il Terzo Settore aumentandone la trasparenza e la capacità di orientamento e, al tempo stesso, stimolandone le competenze e l’imprenditorialità. Questo lungo percorso è caratterizzato da un elevato livello di complessità: per questo motivo già nel 2017 Italia non Profit, startup nata per favorire l’accessibilità e l’accountability del Terzo Settore, aveva creato una prima Guida. Con l’avanzare del percorso è nata anche una seconda Guida 3.0, dotata di caratteristiche e di un’interfaccia che la rendono particolarmente fruibile. Lo strumento, elaborato da Italia non Profit in collaborazione con la Fondazione Cariplo, è rivolto a tutti gli attori del Terzo Settore ma guarda con particolare attenzione alle Fondazioni di Comunità.

Una nuova guida alla portata di tutti
La Guida nasce per orientare enti, operatori, amministratori e volontari in merito alle novità introdotte dalla Riforma e offre un panorama completo della storia e dell’evoluzione della Riforma stessa. Il valore della Guida risiede, oltre che nell’esaustività dei contenuti, nella sua accessibilità. Il sito è navigabile attraverso numerose modalità: i materiali possono essere esplorati tramite “playlist” (con contenuti collegati e simili gli uni agli altri); domande&risposte; istruzioni per l’uso (con istruzioni dettagliate per lo svolgimento di procedure); temi più popolari; materiali utili (area riservata con documenti e raccolte già pronti e scaricabili in pdf). La Guida mette inoltre a disposizione le riflessioni di studiosi ed esperti, oltre a numerose definizioni, glossari e acronimi. Anche la normativa è resa pienamente accessibile: un motore di ricerca interno alla Guida permette di navigare per tema o per norma attraverso tutte le leggi, i decreti e le circolari pubblicati sul tema della Riforma.

L’esperienza di navigazione è inoltre estremamente personalizzabile: l’utente che accede al sito può selezionare alcune caratteristiche – il proprio ente di appartenenza, le competenze possedute in merito alla Riforma, i temi di maggiore interesse – e ottenere così dei risultati di ricerca che può salvare e consultare in via prioritaria. La possibilità di adattare su misura l’utilizzo della piattaforma rappresenta la sua vera cifra distintiva. Secondo Giulia Frangione, Amministratrice delegata di Italia non Profit, si tratta di un percorso appena iniziato: “rilasceremo nei prossimi mesi ulteriori sezioni e contenuti, alla luce delle ricerche più frequenti e delle richieste delle persone, come giusto che sia in una dimensione dialogica con gli utenti”, ha affermato Frangione.

Fondazioni di Comunità: un possibile snodo per orientarsi nella Riforma?
Come anticipato questo progetto digitale è stato realizzato con il supporto di Cariplo. Questa Fondazione di origine bancaria, tra i principali enti filantropici del nostro Paese, ha il merito di aver dato uno slancio fondamentale alla nascita delle Fondazioni di Comunità in Italia. Cariplo ha sostenuto direttamente, a partire dalla seconda metà degli anni Novanta, la nascita di 15 Fondazioni di Comunità.

Il sostegno alla Guida alla Riforma del Terzo Settore 3.0 rientra proprio in questo ambito di intervento di Cariplo: il coinvolgimento delle Fondazioni di Comunità potrà rendere più capillare l’utilizzo di questo strumento anche da parte degli enti meno strutturati. È questa la prospettiva auspicata da Andrea Trisoglio, coordinatore del Progetto Fondazioni di Comunità di Fondazione Cariplo: “offrire attraverso il portale contenuti di qualità, pareri di esperti autorevoli e modalità operative concrete darà la possibilità di orientarsi e di sfruttare al meglio le opportunità aperte da questa Riforma, ma anche di capire meglio gli aspetti più ostici. Il portale aiuterà le Fondazioni di Comunità a dialogare anche con gli enti, che normalmente si riferiscono ad esse, e che possono avere difficoltà ad adempiere alle richieste previste dalla Riforma e a capire le sue potenzialità”.

di Elisabetta Cibinel

(da Percorsi di secondo welfare – Newsletter 29 / 2020)

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