“Sul terreno dell’economia circolare l’Italia è uno dei Paesi che “tiene”: nel quadro delle prime cinque economie europee si posiziona al primo posto per gli indicatori più importanti di circolarità, assieme alla Francia. La percentuale di riciclo di tutti i rifiuti ha raggiunto quasi il 68%, il dato più elevato dell’Unione europea.
Nel 2020, ultimo anno di dati disponibile, il tasso di utilizzo di materia proveniente dal riciclo nell’Ue è stato pari al 12,8%, mentre in Italia il valore ha raggiunto il 21,6%, secondo solamente a quello della Francia (22,2%) e di oltre otto punti percentuali superiore a quello della Germania (13,4%).
È quanto emerge dal Rapporto nazionale sull’economia circolare in Italia 2022, giunto alla sua quarta edizione. Lo studio, presentato oggi, martedì 5 aprile, è realizzato dal CEN (Circular Economy Network), la rete promossa dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile assieme a un gruppo di aziende e associazioni di impresa, in collaborazione con Enea” (Il Sole 24 Ore del 5 Aprile 2022 – di Andrea Carli)

È una soddisfazione vedere che su un capitolo decisamente importante della sostenibilità siamo al primo posto. L’Economia circolare infatti è quella che trasforma un bene in un altro, o meglio un rifiuto in qualche cosa che è riusabile in un bene nuovo.
Sembrerebbe che in Italia il rifiuto sia diventato un prodotto nuovo e vincente e che eticamente l’Italia abbia imboccato la via del riuso quasi completamente.

C’è un però una notizia di contrasto che giunge sempre da Bruxelles: “L’Italia ha ancora 12 discariche fuori norma”. Ne ha sistemate un buon numero, ma solo il 29 marzo 2019 la Corte di Giustizia dell’UE aveva stabilito che il nostro paese non era riuscito a garantire la chiusura definitiva ed il risanamento di 44 discariche non conformi.

In 3 anni ne sono state chiuse 32, ma altre sono ancora aperte.
Il tema dei rifiuti resta un grave problema aperto.
Hanno fatto notizia i rifiuti di Roma.
Una curiosità. Dove vanno?

Sempre Il Sole 24 Ore attraverso l’articolo di Cottone e Nuti ci dà questa informazione:
La sindaca Raggi ha fatto girare per l’Italia (e non solo) i rifiuti della capitale: si tratta di 4.600 tonnellate al giorno (si pensi che i rifiuti nella differenziata sono 2.000, mentre più del 50% è indifferenziata).

Nel 2017 – dice l’articolo – 310.000 tonnellate sono state portate fuori città. Di queste 200.000 sono rimaste in Regione Lazio divise tra Latina, Frosinone e Viterbo. 70.000 tonnellate sono state esportate in Austria. Altre 40.000 tonnellate sono andate in Abruzzo. 150.000 sono arrivate in Lombardia, ed in Veneto. 250.000 sono andate in Emilia Romagna, Toscana e Puglia.

L’ultimo accordo è stato fatto con il sindaco De Magistris di Napoli per implicare anche la città nel recepimento dei rifiuti.
È più interessante un approfondimento sulle strutture che hanno il compito di dare nuova veste ai rifiuti della differenziata che sono stati creati.
Pochi dati offerti da ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)

E’ un problema culturale prima di essere un problema gestionale ed organizzativo quello della raccolta differenziata.
Per fare la raccolta occorre aver pensato alla filiera e alla convenienza del riciclo e aderirvi consapevolmente. Il convincimento crea un habitus e il vantaggio è la possibilità di accedere alla filiera di realtà industriali che hanno il compito di trasformare in materie riusabili i rifiuti.
Milano guida la classifica della raccolta differenziata con il 58%.
Con una spesa pro-capite riferita al 2019 pari a 207,98 euro.
Roma eccelle anche nella spesa 2019 con 273,77.

Secondo il Presidente del CEN (Circular Economy Network) Edo Ronchi la fragilità delle nostre economie è dettata soprattutto in questo periodo bellico, con le difficili importazioni di prodotti di risorse essenziali, l’economia circolare può fare la differenza recuperando materie prime i cui prezzi sono schizzati in questo ultimo periodo.
Volentieri rilanciamo la notizia che il prossimo 13 Aprile, presso l’aula 1.2 della sede di via Generale Parisi dell’Università degli Studi di Napoli “Parthenope” si terrà un seminario dal titolo “Economia circolare e sviluppo sostenibile: verso il raggiungimento dei goals dell’Agenda 2030”.
E fa ancora più piacere che la manifestazione sia stata promossa dalla Associazione Studentesca Parthenope Unita, con il particolare impegno delle studentesse Ludovica Martinisi ed Adriana Ubaldo con l’aiuto del Docente di Politica Economica Pasquale Marcello Falcone (Ansa Campania 8 Aprile 2021)

Bruno Calchera
Direttore Responsabile


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