Sotto la pancia

L’uomo della strada

 

 

Ricordo che abbiamo spesso discusso, amico mio, su come fare per rendere sempre più conosciuta la CSR. E  abbiamo sempre concordato sul fatto che la comunicazione sia importante e indispensabile. Oggi, è inutile che te lo dica amico mio, non lo discute più nessuno.

Quali siano gli strumenti giusti da utilizzare è invece oggetto di tanti approfondimenti.

Ma soprattutto come e a che cosa è opportuno comunicare fa dibattere il colto e l’inclita.

Si, perché ci sono fondamentalmente due scuole di pensiero. Chi sostiene che bisogna argomentare, e quindi parlare alla testa, e chi invece dice essere molto più efficace smuovere le emozioni parlando alla pancia.

Penso che mai come in questo periodo stiamo assistendo ad esibizioni delle due modalità e constatiamo come la seconda prevalga sulla prima.

Secondo me è un peccato. Perché ho sempre pensato che fosse importante capire il senso ed il contenuto di un messaggio. Tanto che, ricordi?, ci consigliavano di usare la testa e di contare sino a 10 prima di rispondere, dopo aver ascoltato. E questo tempo era dedicato a capire se era giusto che condividessimo o no.

Adesso sembra che non sia più necessario scomodare l’aritmetica. In un’epoca in cui tutto è più accelerato, ti arriva un input che viene recepito in primis dalla pancia, cioè dalla parte “emozione”, e subito parte la risposta.

E, ripeto, mi sembra un peccato. Ed anche rischioso. Perché è troppo facile, amico mio, che il messaggio, invece che risalire verso la testa, dalla pancia scivoli un po’ più in giù.

Sotto la pancia. A cercare altra “compagnia”.

Ugo Canonici

 

 

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