Il punto del Direttore

La giornata della terra – Earth Day del 22 Aprile 2020 – non è passata senza lasciare un segno.

Il suo cinquantesimo compleanno è giunto in un momento in cui i pensieri erano rivolti al grande tema della salute.

In tutto il mondo il virus Covid-19 sta lasciando tracce di morte in ogni luogo del pianeta.

Quest’ anno è la Alimentazione sostenibile al centro della attenzione di molti.

Il binomio salute ed alimentazione camminano speditamente insieme, sembra che l’una non possa esistere senza l’altra.

Lo Human Rights Council ribadisce che la strada dello sviluppo, è centrale per raggiungere gli SDGs.

La domanda alimentare crescente per l’aumento della popolazione deve fare i conti con un pianeta disarticolato, in cui convivono sia le esigenze di mantenere nel pianeta una natura non contaminata e quella di trattare l’alimento nel modo più attento, per offrire il sano cibo senza l’interferenza di prodotti di altra natura.

Preservare la biodiversità è tanto più necessario quanto quello di essere attenti alla natura.

La sofferenza della terra, è documentata anche da papa Francesco nella enciclica “Laudato Sì : “A causa dell’egoismo siamo venuti meno alla nostra responsabilità di custodi e amministratori della Terra. L’abbiamo inquinata, l’abbiamo depredata, mettendo in pericolo la nostra stessa vita.” E aggiunge recentemente che questo tempo: “è un’opportunità per rinnovare il nostro impegno ad amare la nostra casa comune e prenderci cura di essa e dei membri più deboli della nostra famiglia”.

Enel Green Power aggiunge una riflessione importante:
Nonostante l’attuale crisi sanitaria, stiamo continuando a studiare soluzioni e combattere attivamente i cambiamenti climatici. Stiamo continuando a costruire e gestire centrali elettriche per garantire una produzione ininterrotta di energia verde al 100%, per firmare accordi con altre aziende che hanno scelto la sostenibilità e ora più che mai, stiamo proteggendo la salute delle persone con varie misure messe in atto tutti i paesi in cui operiamo.

Per uscire dalla crisi causata dall’epidemia di coronavirus e per dare un contributo concreto alla ripresa economica, crediamo che la cura verde sia la strada migliore da prendere. Questo momento difficile ha reso ancora più pressante il nostro impegno a intraprendere azioni coraggiose contro i cambiamenti climatici e a favorire un’economia a basse emissioni di carbonio. Per rendere le società più resistenti agli shock futuri e alle economie più sostenibili, dobbiamo rendere strategica la ripresa economica in linea con gli obiettivi di sostenibilità delle Nazioni Unite e il Green Deal europeo. Se non impariamo questa lezione, avremo perso due volte!

Questi investimenti devono innescare un nuovo modello economico, uno più resiliente, protettivo e inclusivo. Tutti questi requisiti possono essere soddisfatti in un’economia costruita attorno a principi ecologici. La transizione verso un’economia neutrale dal punto di vista climatico e la protezione della biodiversità può potenzialmente creare posti di lavoro e crescita, migliorare il modo in cui viviamo in tutto il mondo e costruire società più resilienti.

Sono considerazioni che fanno riflettere: è particolarmente complesso trasformare le abitudini alimentari delle persone del pianeta, così come uniformare le diete o non tener conto della realtà distributiva e della filiera alimentare così come oggi si presenta.

Viviamo un momento di grande difficoltà e la borsa per l’alimentazione è messa duramente alla prova.

Le riflessioni sul pianeta e sulla alimentazione fanno i conti sulla realtà. Il nutrimento che offre una buona alimentazione è quello meno ricercato; normalmente quello più rispettoso della sua finalità nel momento della produzione e quello che giunge sulla tavola nel rispetto delle esigenze di gusto e di salubrità.

Non ci si può fissare su diete che garantiscono tutti i requisiti di nutrimento e salute, perché non ce lo possiamo permettere: non è una faccenda buona per tutti!

Enel ha citato la cura verde e ha accennato anche alla economia neutrale dal punto di vista climatico. E’ un’ottima astrazione per indicare una via ideale.

Il clima è cambiato. Si direbbe ripetendo un detto popolare che “le stagioni non sono più quelle di una volta”.

Questo cambiamento originato da una esagerata trasformazione della energia basata sul carbone, e soprattutto da una scellerata incapacità di raccogliere i rifiuti in modo organizzato e da certi prodotti, come eternit e plastica, che non trovano smaltimento facile, mostra la poca lungimiranza dell’uomo nel guardare allo sviluppo che genera.

Non è solo la distrazione e la frenesia di guadagno.

L’incidenza del degrado va ricercata nella incapacità, ormai diffusa, delle persone di concepirsi insieme. Nel non pensare di essere parte di una grande cittadinanza, di una comunità umana in cui le azioni distruttive dell’ambiente ricadono inevitabilmente su innocenti spettatori.

C’è molto da ricostruire, senza ideologismi, e posizioni di intransigenza, ma passo dopo passo, con fermezza e competenza inizia un cammino di solida riparazione dai danni, anche in questo tempo di pandemia.

Forse è proprio questo tempo che ci incoraggia a comportamenti di sensibilità verso le persone e le cose di tutti.

Bruno Calchera
Direttore Responsabile

Share This