Savoir faire et faire savoir

L’uomo della strada

E’ sicuramente importante “fare” le cose nella direzione della Sostenibilità, ma è altrettanto importante farlo sapere. Comunicare non per lo sciocco piacere di riuscire a strappare un applauso, ma perché se l’adozione di iniziative di responsabilità sociale viene adeguatamente comunicata, sia all’interno dell’impresa, sia all’esterno, può creare, oltre agli indiscutibili vantaggi per l’immagine aziendale, un importante effetto domino.

È utile inoltre fare in modo che la comunicazione di tali iniziative sia integrata nell’ambito di quelle già utilizzate dall’impresa e che le informazioni siano anche trasmesse in modo più informale, per esempio durante incontri con le associazioni di categoria, con i fornitori e con i clienti.

Tutti sappiamo che la comunicazione, specie al giorno d’oggi, è indispensabile. Ma forse lo è sempre stata.

Anzi, certamente lo è sempre stata. Osserviamo il bambino. Quando vuol essere preso in braccio cosa fa? Urla, si fa notare. Nessuno glielo ha spiegato. Ma lo sa che se vuole ottenere quanto gli serve deve farsi sentire. E quindi, in una parola, “comunica”.

Da questa lezione dovremmo imparare che non è sufficiente saper fare, per essere accettati. Bisogna anche far sapere : savoir faire et faire savoir (come dicono i cugini d’Oltralpe) .

Molto spesso, specie quando si intraprende una nuova attività, specie se complessa, specie se si deve lavorare su un terreno difficile, si è tutti presi dalla necessità del “fare”. Ci si butta a testa bassa, ci si concentra, si studia, si cerca di imparare e di poter arrivare a dire, con pieno merito, di “saper fare”.

In questo sforzo, si è talmente concentrati sul “pezzo” che si rischia di dimenticare che c’è tutto un mondo esterno, in definitiva quello per cui stiamo lavorando, e al quale stiamo tralasciando di dare retta. Anzi le eventuali intrusioni rischiano di darci fastidio, di farci perdere la concentrazione, di distrarci dal fare.

Ma non deve essere così. Per aiutarvi ad accettare quanto stiamo dicendo, proviamo a mettere in fila alcune buone ragioni per comunicare la responsabilità sociale:

. migliora l’immagine dell’impresa. E questo è un obiettivo costante da perseguire se si vogliono attrarre nuovi clienti, soci in affari, investitori e lavoratori;

. crea valore aggiunto per i prodotti dell’impresa e consente di differenziarsi dalle altre imprese;

. i collaboratori saranno più soddisfatti di lavorare per l’impresa e ne parleranno bene in situazioni formali e informali;

. la comunicazione sulla responsabilità sociale oltre ad informare contribuisce a sensibilizzare i target al tema. Il che può attivare un circolo virtuoso: altre imprese nel settore potrebbero decidere di adottare pratiche di responsabilità sociale;

. aiuta a coinvolgere gli stakeholders e promuove il confronto;

. migliora i rapporti con la comunità e gli enti pubblici locali.

E potremmo andare avanti ancora a lungo.

Ma fermiamoci qui (per oggi). L’importante è sperare di avervi strappato un “certo, sono d’accordo!”

Ugo Canonici

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