Salone della Csr, la parola ai protagonisti

Grande successo anche per l’edizione 2018 del Salone della CSR e dell’innovazione sociale. I numeri parlano chiaro: 188 organizzazioni protagoniste – quest’anno anche CSRoggi! – 87 eventi, 392 relatori, 95 interviste, 5.500 presenze, 300 studenti, 100 giornalisti… segnali di crescita che riguardano l’impegno delle organizzazioni e l’interesse dei cittadini, tra cui i giovani in particolare.

Il titolo di quest’anno è stato “Le rotte della sostenibilità” e i temi più trattati hanno riguardato argomenti come la finanza sostenibile, il climate change, il controllo della filiera.

Per entrare nello spirito del Salone e cercare di capirne quanto più l’essenza ci siamo affidati alla voce di alcuni dei protagonisti. Le riportiamo qui, senza aggiungere né togliere nulla a quanto detto, partendo dalla voce di Rossella Sobrero, anima del Salone.

Perché “Le rotte della sostenibilità?”

Rossella Sobrero (Nel 2002 fonda Koinètica, prima realtà in Italia dedicata in modo esclusivo alla responsabilità sociale d’impresa. Da anni organizza eventi di rilievo nazionale tra cui Il Salone della CSR e dell’innovazione sociale).

«Perché “Le rotte della sostenibilità”? Il titolo è legato al tema del viaggio, perché crediamo fermamente che la sostenibilità non sia un progetto ma sia un percorso. Un percorso che riteniamo non finisca mai, perché le cose per migliorare la propria sostenibilità, sui fronti ambientali, sociali ed economici sono sempre tantissime. Abbiamo voluto ispirarci al viaggio in mare. Un percorso dove cavalcare le onde della conoscenza, condividere la rotta con i nuovi compagni per arrivare alla meta avendo un bagaglio più ricco di idee. Questo soprattutto per i giovani, ma anche per i meno giovani, perché siamo qui anche per essere stimolati nella nostra opera, con la consapevolezza che la rotta non può cambiare mai e che i valori rappresentano la bussola che ci indica la direzione».

Fulvio Rossi (Responsabile CSR di Terna. È Presidente di CSR Manager Network)

«Quello che mi ha colpito di questa edizione del Salone è l’emergere di punti di vista, angolazioni e parole diverse da quelle degli anni precedenti. Il che testimonia una crescita per l’interesse della sostenibilità e una diversa maturità delle imprese.

Mi è capitato più volte di sentire che il vero punto di oggi è che stiamo riuscendo a fare in modo che sia più importante pianificare le attività e gli obiettivi piuttosto che fare reporting. Il che, considerando che il 2018 è stato l’anno contrassegnato dalla nuova dichiarazione non finanziaria, è significativo, vuol dire che le imprese, almeno quelle più importanti e più impegnate su questi temi questo aspetto del reporting se lo sono lasciato un po’ alle spalle. Continua a essere importante ma non è l’elemento decisivo.

Consigli per il Salone del prossimo anno? Anche se capisco la scelta di farlo qui in Bocconi – che è un elemento di richiamo e in qualche modo anche di legittimazione – devo dire che non amo molto l’idea della piazza in cui i dibattiti si sovrappongono l’uno all’altro, sono abbastanza faticosi per i relatori e anche per chi li segue. Se posso lanciare uno slogan, direi “un po’ più di qualità e un po’ meno di quantità”.

Per quanto riguarda Terna stiamo puntando molto su un piano di sostenibilità collegato alla redazione del piano strategico. Stiamo puntando su questo approccio perché riteniamo sia il modo migliore per riportare tutte le iniziative che abbiamo in programma a un unico disegno che sia collegato agli obiettivi strategici.

Come CSR Manager Network, invece, vorremmo proseguire il cammino intrapreso già da un paio d’anni che è quello di costituire un osservatorio che abbia sott’occhio tutti gli aspetti in cui la corporate governance si esprime. Crediamo che uno dei modi per dare più valore, visibilità alla sostenibilità sia quello di collegarla a luoghi e organizzazioni esterne che abbiano il loro focus su temi che confinano con quelli della sostenibilità».

Marco Stampa (Corporate Sustainability Manager di Saipem)

«Quest’anno mi sembra che il Salone sia ancora più ricco degli anni passati, in termini di presenza, di professionalità, di idee e si nota che c’è un enorme fermento intellettuale, ma anche prospettive di business perché fare sostenibilità è un modo di fare business, non è solamente un approccio volontario, filantropico, ai problemi della società.

In Saipem abbiamo creato un modello di sostenibilità business oriented che abbiamo presentato quest’anno al Salone attraverso numerosi interventi su vari aspetti.

Per noi la sostenibilità deve cogliere sia i rischi sia le opportunità di scenari che sono in continuo cambiamento. Essere sostenibili significa per noi occuparsi della salute e della sicurezza delle proprie persone, della protezione dell’ambiente, dell’etica del business, dei diritti umani, in ultima analisi di come un’azienda si rapporta in uno scenario in continua evoluzione e come crea valore per i suoi stakeholder, che per noi sono i clienti, le comunità locali dei paesi in cui lavoriamo, la comunità finanziaria che investe risorse e capitali».

Stefania Lallai (Sustainability and External Relation Director di Costa Crociere)

L’evoluzione del Salone della CSR rappresenta bene quella che è l’evoluzione della sostenibilità nella realtà odierna. Oggi vedere l’adesione di sempre più numerose aziende e di persone che sono interessate a queste tematiche ci fa capire quanto la sostenibilità sia centrale. Credo per questo che il Salone sia un ottimo momento per condividere ma anche amplificare alcuni temi sia verso le aziende, sia verso i soggetti privati.

Suggerimenti per migliorare questo appuntamento? Forse comincierei a connettere di più, attraverso progettazioni condivise, aziende e giovani studenti. Penso al gol 17 dell’Agenda 2030 dedicato al tema delle partnership: sarebbe bello individuare tematiche su cui fare lavorare aziende di diversi settori e le nuove generazioni di manager che si occupano di sostenibilità.

Tra le attività di Costa Crociere mi piace sottolineare la collaborazione con il Banco Alimentare: prendiamo le eccedenze alimentari che sarebbero gettate in mare attraverso la triturazione e le facciamo arrivare direttamente sulle tavole delle comunità (come, ad esempio, la Comunità Ancora di Varazze). Quelli che assicuriamo sono pasti ad altro valore nutrizionale, con alimenti che non sono scarti ma eccedenze alimentari».

Sara Fargion (Consulting Director di Reputation Institute, il leader mondiale nei servizi di misurazione e consulenza sulla reputazione)

«È un Salone molto ricco, con moltissimi spunti che non riguardano più solo le aziende sensibili verso l’ambiente circostante ma anche i vari stakeholder che cercano di impegnarsi verso la sostenibilità. Un aumento di sensibilizzazione a 360 gradi, ormai necessario.

Il fatto di avere tanti tavoli, tante aziende, tante persone che parlano, oltre che altri testimonial importanti significa partecipazione condivisa e corale.

Suggerimento per il 2019? Forse renderlo ancora più interattivo, per il futuro potrebbe essere la chiave soprattutto per poter far parlare anche il pubblico che partecipa.

La nostra rotta di sostenibilità è quella di suggerire alle aziende di condividere e coinvolgere tutto l’ecosistema che le circonda, impostando attività a lungo termine, che possano avere un impatto sociale concreto e duraturo».

Cristiana Rogate (Ceo di Refe Srl, società di strategie di sviluppo responsabile)

«Il Salone è da alcuni anni l’evento più importante nel panorama italiano dedicato ai temi della sostenibilità e della Corporate Social Responsibility. Per noi è stato grande motivo di orgoglio essere presenti con contributi importanti sui temi dell’accountability, della comunicazione digitale e della partecipazione dei cittadini. A cominciare dall’innovativo OpenReport, ideato e sviluppato con Redesign, che rappresenta uno dei primi casi in Italia di costruzione di un portale di comunicazione della sostenibilità innovativo, dinamico, interattivo e che consente l’aggiornamento in itinere delle performance sociali, economiche e ambientali.

LGH – Gruppo A2A, la multiutilities che opera nei territori di Cremona, Pavia, Lodi, Rovato (BS) e Crema, è stata la prima a essersi dotata di questo efficace strumento. Nella tavola rotonda da noi coordinata, “Ingaggiare i cittadini: il ruolo di Comuni e utilities”, abbiamo raccontato alcune esperienze di partecipazione da noi realizzate: dal progetto di bilancio partecipativo di Rho al percorso di engagement dei cittadini attivato da Aspem Ambiente e Comune di Varese per il raggiungimento dell’obiettivo regionale del 65% di raccolta differenziata».

a cura di Luca Palestra
interviste di Brno Calchera

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