Il punto del Direttore

Abbiamo visto in questo periodo immagini che scorrono veloci: sono quelle di tanti commercianti che volendo riprendere il lavoro hanno preparato l’habitat del negozio per accogliere le persone. Ci sono le regole, ma la grande creatività di tanta gente mostra il desiderio di ripartire con la propria attività, facendo la “guardia” al virus, per tutelare ogni cliente. Per le aziende il Covid-19 è stato un fulmine a ciel sereno e nel dialogo con imprenditori e top manager si comprende quanto sia stato pesante il fenomeno della pandemia. Giuseppe Pasini Presidente di Feralpi, una importante azienda siderurgica dell’area bresciana, mi ha confidato un ricordo. Il nonno e il papà avevano partecipato rispettivamente alla Prima e alla Seconda Guerra mondiale. I loro racconti parlavano di medici, infermieri che curavano feriti in situazioni drammatiche, senza familiari. Anche alla gente di Brescia è capitato di ricevere la lettera (oggi la telefonata) che informava che il proprio caro era deceduto e sepolto senza alcuna altra notizia. Una guerra anche questa.

Tra le cose che fa un imprenditore, aiutato dalle task force subito avviate, c’è anche di cercare il benessere delle persone che lavorano in azienda. Si è pensato alla sanificazione degli ambienti, bagni, uffici, spogliatoi, mense, ingressi. Non basta curare la fabbrica, ma bisogna essere attenti anche al dopo il lavoro con azioni di tipo educativo. Consigli per i movimenti: «Se si è attenti in azienda, lo si deve essere sempre», concludeva Pasini. In Hitachi, l’ingegner Zona mi confidava di aver pensato alla reale possibilità di fabbricare le mascherine producendole in fabbrica (500.000 al mese) per non dipendere dalle forniture statali spesso in difficoltà. Ha esaminato ogni situazione aziendale dentro e fuori la fabbrica per dare suggerimenti costruttivi. Tutto il mondo del lavoro ha fatto analisi e verifiche della realtà, ognuno con questo obiettivo: riprendere il lavoro presto e bene!

C’è molto di più da annotare: nelle grandi aziende e nelle piccole attività artigianali, commerciali ed anche nel Terzo settore si è posta l’esigenza di andare avanti. Si è vista una creatività importante in tutti gli ambienti per dimostrare la propria capacità di dare risposte efficienti, efficaci e utili. Nei negozi, nei bar, tra i gestori dei bagni nelle riviere le soluzioni creative sono giunte prima delle linee guida pratiche delle autorità, anticipate con l’esperienza: ci sono esempi da guardare e seguire. Questa tensione ideale a fare bene, ad essere attenti alle persone rappresenta un importante esempio di disponibilità alla sostenibilità: non è un affare ambientale e basta, ma un modo di umanizzare il lavoro e la vita. Lo sviluppo sostenibile parte da qui, da queste persone che cercano un modo migliore di affrontare una difficoltà. Bisogna essere all’altezza di queste testimonianze di volontà e solidarietà: sarebbe un peccato non comprendere la svolta che Covid-19 ha introdotto nel Paese. La paura ha reso tutti solidali. Come in guerra. È necessario che i generali e i comandanti siano alla altezza del loro ruolo.

di Bruno Calchera
Direttore CSRoggi

(da Buone Notizie – L’impresa del bene del 23 giugno 2020)

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