(riportiamo la rubrica “Risponde Elisabetta Soglio”, da BuoneNotizie – L’Impresa del Bene del 23 ottobre 2018)

Gentile dottoressa Soglio, mentre si susseguono iniziative di studio, incontri e pubblicazioni sulla riforma del Terzo settore la Riforma non c’è. Tale affermazione è provocatoria, ma riassume lo stato di fatto di tale importante intervento normativo che interessa migliaia di enti e coinvolge milioni di persone, lavoratori, volontari e utenti.

Motivo questa affermazione forte con due semplici constatazioni. La prima riguarda l’impresa sociale che si presenta come uno strumento importantissimo per lo sviluppo futuro del welfare nel nostro Paese. Solo ad agosto 2018 è stata presentata dal Governo la richiesta di autorizzazione all’Unione Europea per il riconoscimento delle agevolazioni fiscali previste, affinché non vengano considerati aiuti di Stato, non consentiti. Quando si prevede che arriverà tale autorizzazione? Chi ci sa rispondere? Perché se non ci sarà quella «benzina fiscale» non varrà la pena di utilizzare quel modello organizzativo per la più parte dei settori del non profit. La seconda constatazione è elementare: il sistema previsto degli Enti di Terzo settore Ets, molto interessante nel complesso, è condizionato dall’attuazione del Registro degli Ets. Chi ci sa dire quanto tempo sarà necessario per rendere operativo tale importante e necessario strumento?

Poiché è coinvolto il Ministero del Lavoro ma saranno anche interessante le Regioni i tempi saranno lunghi, anche anni. Non sarebbe il caso di fare il punto da parte del Ministero del Lavoro per trasparenza rispetto alle attese del mondo non profit? Se non c’è il Registro non parte la Riforma. Infine una considerazione finale. I partiti di governo sia nei programmi elettorali che nelle affermazioni recenti hanno espresso l’intenzione di rivedere l’impianto della Riforma. Ci sono forse programmi di revisione della Riforma? Non sono in genere pessimista ma questi interrogativi mi rendono molto scettico sulla attuazione rapida della Riforma che ritengo importante per il nostro Paese.

Adriano Propersi Università Cattolica Docente di Economia delle aziende non profit

 

Gentile professore,

non è il solo ad avere (fondate) preoccupazioni sul futuro della Riforma. Viene da pensare che il governo sia alle prese con tanti e tali problemi da non aver avuto ancora il tempo necessario per concentrarsi sulla Riforma. Ma può essere una giustificazione? Noi crediamo di no e a quasi quattro mesi dall’insediamento servono risposte più precise ai dubbi che lei bene espone e ai quali se ne aggiungono altri, che il Forum del Terzo settore ha circostanziato all’indomani della firma alla legge di bilancio (faccio un esempio per tutti: che fine ha fatto la Cabina di regia che avrebbe dovuto tenere monitorato il processo attuativo?). Il sottosegretario Claudio Durìgon ha dato segnali di grande disponibilità nei confronti del Terzo settore e ha garantito attenzione al tema. Per questo giriamo a lui questa lettera, mettendo Buone Notizie a disposizione di una sua risposta.

(da BuoneNotizie – L’impresa del bene – Corriere della Sera del 23 ottobre 2018)

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