(riportiamo la rubrica “Risponde Elisabetta Soglio”, da BuoneNotizie – L’Impresa del Bene del 30 ottobre 2018)

La scorsa settimana abbiamo pubblicato la lettera di un docente della Cattolica che chiedeva lumi sul futuro della Riforma. Ci siamo permessi di girare il testo al sottosegretario Claudio Durigon, che ha gentilmente accettato di rispondere direttamente. Il nostro auspicio è che Buone Notizie possa diventare palestra di scambio e di dibattito con l’obiettivo comune di proseguire sul cammino della Riforma: nell’interesse del Terzo settore e del Paese. (E.So.)

 

Mentre si susseguono iniziative di studio, incontri e pubblicazioni sulla riforma del Terzo settore la Riforma non c’è. Tale affermazione è provocatoria, ma riassume lo stato di fatto di tale importante intervento normativo che interessa migliaia di enti e coinvolge milioni di persone, lavoratori, volontari e utenti. Motivo questa affermazione forte con due semplici constatazioni. La prima riguarda l’impresa sociale che si presenta come uno strumento importantissimo per lo sviluppo futuro del welfare nel nostro Paese. Solo ad agosto 2018 è stata presentata dal Governo la richiesta di autorizzazione all’Unione Europea per il riconoscimento delle agevolazioni fiscali previste, affinché non vengano considerati aiuti di Stato, non consentiti.

Quando si prevede che arriverà tale autorizzazione? Chi ci sa rispondere? Perché se non ci sarà quella «benzina fiscale» non varrà la pena di utilizzare quel modello organizzativo per la più parte dei settori del non profit. La seconda constatazione è elementare: il sistema previsto degli Enti di Terzo settore (Ets), molto interessante nel complesso, è condizionato dall’attuazione del Registro degli Ets. Chi ci sa dire quanto tempo sarà necessario per rendere operativo tale importante e necessario strumento? Poiché è coinvolto il Ministero del Lavoro ma saranno anche interessate le Regioni i tempi saranno lunghi, anche anni. Non sarebbe il caso di fare il punto da parte del Ministero del Lavoro per trasparenza rispetto alle attese del mondo non profit? Se non c’è il Registro non parte la Riforma.

Quindi una considerazione finale. I partiti di governo sia nei programmi elettorali sia nelle affermazioni recenti hanno espresso l’intenzione di rivedere l’impianto della Riforma. Ci sono forse programmi di revisione della Riforma? Non sono in genere pessimista ma questi interrogativi mi rendono molto scettico sulla attuazione rapida della Riforma che ritengo importante per il nostro Paese.

Adriano Propersi
Università Cattolica
Docente di Economia delle aziende non profit

 

Gentilissima dottoressa Soglio, la ringrazio della disponibilità di Buone Notizie per una mia replica sul futuro del Terzo settore. Come più volte ho avuto modo di sostenere, la Riforma è un cantiere ancora aperto. L’iter normativo non si è concluso perché, considerata la natura innovativa dal punto di vista sociale del Codice del Terzo settore, occorre il tempo giusto, e aggiungerei adeguato, per l’applicazione dello stesso.

Per tale ragione, il Governo, a partire dai primi giorni della sua attività, si è dedicato alla riforma, portando a compimento, nel rispetto della tempistica dettata dalla legge delega, i provvedimenti correttivi e integrativi al d.lgs. n.112/2017 e al Codice del Terzo settore. Sono state, inoltre, accolte le istanze delle Associazioni del Terzo settore su alcune criticità evidenziate, come ad esempio il termine dell’adeguamento degli statuti degli enti al nuovo quadro normativo, prorogato da 18 a 24 mesi. A breve, sarà emanata una circolare con l’intento di chiarire la portata degli adeguamenti statutari cui gli Enti del Terzo settore saranno tenuti al fine di conformarsi al nuovo quadro normativo previsto dal codice.

Ricordo anche che, dall’ascolto degli stakeholders, sono emerse numerose esigenze di perfezionamento della riforma, soprattutto di natura fiscale, che non è stato possibile recepire nei provvedimenti correttivi ma di cui si terrà conto sicuramente nel corso dell’approvazione della legge di bilancio 2019. In tal senso, l’azione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali è stata, e lo sarà anche in futuro, incentrata sul dialogo sociale con le rappresentanze degli Enti del Terzo settore, nonché sulla collaborazione istituzionale con le Regioni.

L’ultimo dato concreto è rappresentato dall’intesa in sede di Conferenza Stato-Regioni sull’Atto di Indirizzo per il 2018 riguardo l’utilizzo delle risorse finanziarie destinate agli Enti del Terzo settore, secondo una logica di programmazione integrata, idonea a creare le opportune sinergie tra risorse statali, regionali e comunitarie. Per quanto riguarda le linee di indirizzo, evidenzio alcune considerazioni importanti. Il documento individua obiettivi generali che tengono conto di quanto contenuto nel contratto di Governo e nella cornice dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile adottata dall’Assemblea Generale dell’Onu.

Si tratta di un quadro di riferimento innovativo che prevede il sostegno alle attività degli Enti del Terzo settore con circa 62 milioni di euro. A conclusione delle procedure previste dal Codice del Terzo settore per l’Atto di Indirizzo, entro fine anno verrà stilata la graduatoria dei progetti finanziati e con la sottoscrizione degli accordi di programma con le Regioni si arriverà ad una ripartizione di finanziamenti per complessivi 28 milioni di euro. Con riferimento alla piena operatività del Registro Unico Nazionale del Terzo settore, stiamo lavorando alla definizione, entro l’anno, di una convenzione con Unioncamere per le attività connesse allo start up e alla gestione del registro medesimo.

Anche su questo versante il dialogo istituzionale sarà sempre protagonista; con le Regioni, infatti, si procederà alla definizione congiunta dei contenuti dei decreti attuativi riguardanti sia il registro che il sistema dei controlli. Non credo proprio che per l’attuazione del Registro Nazionale del Terzo settore ci vorranno anni; sia il Ministero del lavoro che le Regioni hanno la piena consapevolezza che non bisogna perdere di vista questo passaggio cruciale, anche alla luce della recente sentenza della Corte Costituzionale che in merito alla riforma del Terzo settore ne ha acclarato la piena legittimità costituzionale.

Quindi dovremmo a breve confrontarci con il Consiglio Nazionale del Terzo settore che sta esaminando due provvedimenti importanti: le linee guida in materia di coinvolgimento di lavoratori, utenti e altri interessati alle attività delle imprese sociali e le linee guida in tema di valutazione dell’impatto sociale. Infine, un altro obiettivo fondamentale, da realizzare entro quest’anno, sarà l’attivazione della Cabina di Regia presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, l’organismo politico più rappresentativo che coordina l’attuazione e il monitoraggio dello stato della riforma.

Claudio Durigon
Sottosegretario di Stato
Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

 

(da BuoneNotizie – L’impresa del bene – Corriere della Sera del 30 ottobre 2018)

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