Il punto del Direttore

L’articolo del Corriere della Sera di Stefano Agnoli del 5 giugno, sul riassetto dell’Eni non può passare senza essere ripreso come occasione di interesse all’innovazione aziendale e come sviluppo del pensiero in occasione della Giornata Mondiale per l’Ambiente, istituita dall’ONU il 15 Dicembre 1972 a seguito della Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

E’ sempre meglio partire da un particolare concreto che indica un segno di attenzione per lo sviluppo sostenibile, piuttosto che dalla importante promulgazione di un grande valore: il valore dell’ambiente, la salvaguardia del pianeta così malato.

ENI attraverso il suo Amministratore Delegato Claudio Descalzi rivoluziona l’assetto del Gruppo, dopo il tracollo dei prezzi del petrolio per la impietosa caduta della economia globale dettata dal Covid-19.

Si dice che tale riassetto guarda alla grande trasformazione energetica.

Nascono due nuove Direzioni Generali, che rimpiazzeranno parecchie direzioni generali attuali.
“La prima è denominata: Direzione Natural Resources, si occuperà del portafoglio upstream  di petrolio e gas, dell’efficienza energetica e delle tecnologie che servono per la rimozione (la cattura!) della CO2, il più diffuso dei gas serra responsabili dei cambiamenti climatici.
La seconda, la Energy Evolution avrà il suo business nella produzione, trasformazione e vendita dei prodotti energetici. Per trasformarli, appunto, da prodotti fossili a prodotti con contenuto sempre più bio, blue e green.”
L’obiettivo è ambizioso, dice Descalzi secondo il quale “questa nuova organizzazione rispecchia la svolta storica che ENI sta interpretando: un cammino irreversibile che ci porterà a diventare una compagnia leader nella produzione e vendita di prodotti energetici decarbonizzati”.

Una innovazione, un cambiamento concreto che darà i frutti desiderati. Non saremo certamente delusi, perché i passi fino ad ora compiuti dal colosso a sei zampe si sono sempre posti alla avanguardia nei processi tesi alla introduzione di mentalità e prassi alla insegna della sostenibilità.

La giornata odierna nell’informazione è ricca di esempi importanti che hanno a tema la salvaguardia dell’ambiente e delle attese dettate dalla Agenda 2030 dell’ONU, con particolare attenzione al “green” ed al “bio”, sia alimentare sia industriale.

La pubblicità sui giornali oggi è dedicata alla Giornata per l’ambiente.

Da Unipol che pensa ad un Futuro concreto più Sostenibile, a Berlucchi e la sua visione di una Franciacorta sostenibile rispettosa degli equilibri naturali. E’ presente l’economia circolare con Ecopneus che raccoglie pneumatici per trasformazioni ecosostenibili. Rovagnati rende il futuro migliore attraverso il programma “Qualità Responsabile” per uno sviluppo sostenibile. Ferrarelle è in prima linea nell’area del riciclo delle bottiglie. Unes e il suo “Progetto Zero” contribuiscono ogni giorno concretamente a ridurre l’impatto ambientale, sensibilizzando i clienti alla spesa consapevole.

Anche il Concessionario d’auto Giacomel pensa alla mobilità sostenibile. Esselunga ha interessante headline : “Abbiamo scremato le confezioni non sostenibili.”

Indubbiamente la giornata si presta per una comunicazione ben orientata.
Non vanno scordate però le prese di posizione di tipo suggestivo e un po’ idealiste  che si sono affacciate in questo periodo di pandemia.

Come è possibile immaginare la mobilità italiana nei prossimi 3-5 anni con auto elettriche? Sostenere l’auto elettrica è un modo di pensare al progresso in termini ideali. Ci arriveremo. Ma per passi successivi. L’ibrido va invece incoraggiato.
Così il ruolo dato al monopattino è esagerato: non è un mezzo di trasporto popolare per la città come la bicicletta: si deve andare per quartieri e periferie con mezzi di trasporto adeguati ai tempi. L’economia circolare è decisamente un avventura innovativa per il ciclo dei rifiuti. Ma il nostro paese non può vivere con discariche a cielo aperto. I termovalorizzatori anticipano la pulizia e la vita civile.

L’acqua potabile va curata, in molti territori però non è una risorsa comune. L’ambiente può essere maggiormente tutelato e gli acquedotti restaurati. Le infrastrutture di città e territori hanno bisogno di cure speciali e il patrimonio naturale soffre abbandoni e inciviltà comportamentali.

Quando ci si mette a immaginare si può fare tutto, si possono disegnare percorsi nuovi, strade mai viste, prodotti e prototipi invadere la nostra vita. Ma non serve.
La realtà insegna. La realtà parla il linguaggio della verità, Non mente. La realtà poi determina il cammino, i suoi tempi, perché essa è fatta di persone oltre che di cose.
I Geni di ogni tempo dalla realtà hanno imparato, l’hanno trasformata, conosciuta e da essa non si sono mai discostati per non perdersi.
Anche poeti, filosofi, maestri della musica amano la realtà. Essa è protagonista della ragione, dell’immaginazione, del pensiero, dello sguardo, del cuore e di tutto ciò che rende l’uomo più uomo.

La realtà è la ragione della Giornata dell’Ambiente!

Bruno Calchera
Direttore Responsabile

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