Riprendiamo la provocazione introdotta da Ferruccio de Bortoli sul settimanale “Economia”, lo scorso lunedì 5 ottobre, perché ci pare tocchi in modo decisamente importante il lavoro di CSRoggi.

Ferruccio de Bortoli cita un testo che riteniamo utile riprendere: “Valutazione d’azienda nel mondo ESG”, Egea editore, di Bellavite, Pellegrini, Dallocchio, Parazzini e introduce una riflessione che tocca lo scopo ultimo del fare azienda non riducibile unicamente al business e alla ridistribuzione degli utili.

“Le imprese non sono avulse dalla società che le circonda – scrive Enrico Parazzini docente allo SDA Bocconi –, hanno il dovere di rispondere agli azionisti (…). La rilevanza dei temi di Sostenibilità, Ambientale e Sociale e di Governance (ESG), ovvero il rispetto dei diritti individuali, della parità di genere, non consente più, come una volta, di distinguere tra stakeholder, clienti e fornitori. Gli stakeholder sono tutti. La reputazione assume un’importanza decisiva.”

Maurizio Dallocchio aggiunge: ”I coefficienti ESG premiano, anche dal punto di vista di un minor costo del capitale, le imprese più resilienti, attente alla sostenibilità della loro produzione, nel medio e lungo periodo. E non è dimostrato che le imprese con alti voti ESG siano più redditizie. Ma sono le più durevoli e meno rischiose. Un investitore accorto non può non tenerne conto.”

Ancora Parazzini: “l’articolo 2247 del nostro Codice civile sul contratto di società, recita ‘Due o più persone conferiscono beni o servizi per l’esercizio in comune di un’attività economica allo scopo di dividerne gli utili”. (Un articolo da modificare? – n.d.r.)

“Lo scopo oggi non è solo quello. O almeno non dovrebbe essere solo quello” conclude Ferruccio de Bortoli e tra l’altro segnala: “Lo sgonfiamento della bolla dei titoli tecnologici riavvicina le aspettative alla realtà. Quando si apre un nuovo mercato, grazie alla tecnologia, si schiudono orizzonti di crescita e profitto prima sconosciuti. Il tasso di mortalità dei soggetti è elevatissimo, la selezione brutale. (…) La serietà dei propositi e la competenza degli imprenditori sono già di per sé un grande valore. (…) Cresce la dimensione immateriale del business e il peso delle aspettative condizionate dalla velocità della tecnologia. Ma aumenta nel contempo anche il pericolo delle false rappresentazioni. Tra sogno e realtà vi sono immense praterie sconosciute…”.

La ragione del lavoro di CSRoggi è quella di raccontare la realtà, segnalare gli obiettivi del futuro e approfondire le esperienze documentate di sostenibilità in azione. Siamo convinti anche noi che il dopo Covid possa averci reso dipendenti dalla tecnologia.

Le aziende come Microsoft, Accenture, E.ON, Iren, presenti in questo numero, hanno fatto del realismo il loro metodo operativo. Lo strumento della tecnologia premia la loro sensibilità verso gli ESG, che restano i valori fondanti di ogni progetto.

Il metodo della sostenibilità assicura che ogni opera, ogni nuova iniziativa, ogni buona pratica è orientata al bene comune e le persone sono centrali nello sviluppo sostenibile.

La tecnologia non è il miracolo del secolo, ma uno strumento più importante, in più, per vivere bene.

Bruno Calchera
Direttore Responsabile
di CSRoggi

(da CSRoggi Magazine, anno 5, n.5, Ottobre 2020, pag. 3)


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