E’ una domanda che mi è stata posta recentemente.

Innanzi tutto i buyer della Gdo sono importantissimi, perché quello che vediamo sugli scaffali dei Supermercati viene deciso quasi esclusivamente da loro. Infine se si desidera introdurre delle innovazioni nei prodotti è indispensabile che prima di tutti le comprendano proprio loro.

I Clienti sono sensibilizzati dalla pubblicità, che in modi diversi sottolinea qualità e bontà dei prodotti, stimolando le decisioni: il Buyer è molto sensibile alle informazioni sui prodotti che pone negli scaffali.

La CSR come agisce, o come potrebbe agire con i buyer? Solo alcune considerazioni ed esempi.

E’ indispensabile che la comunicazione ai buyer tratti anche di sostenibilità.

Non mancano le testate specializzate che hanno proprio il compito di dare notizia a coloro che fanno gli acquisti per la Gdo con sistematicità.

Perché le leve della sostenibilità sono così importanti per i buyer?

E’ avvenuto un cambio di paradigma culturale che ha spostato l’attenzione dei clienti e li ha resi sensibili non solo al prezzo ma anche alla qualità, ad un certo tipo di qualità. La cosa è tanto più importante perché il consumatore è disposto a spendere qualche euro in più, se vede corrisposto questo suo desiderio di acquistare bene, sano. Nel contempo egli è sensibile alle iniziative socialmente interessanti che sono legate alla reputazione, al miglioramento dell’ambiente, al packaging, al prodotto naturale, a quello che proviene dal proprio territorio.

La sensibilità del buyer è decisamente più forte, nell’alimentare, per quei prodotti che provengono direttamente dalle aziende del territorio e che la gente conosce. Il chilometro zero è vincente perché chi compra è garantito da una preventiva conoscenza.

Se poi sono visibili le innovazioni, le certificazioni di qualità, allora a parità di prezzo è sempre più appealing il prodotto che offre migliori garanzie.

La CSR è sensibile a tutte le iniziative aziendali promosse seguendo l’Agenda 2030 e che toccano diversi livelli di applicazione.

Una azienda spesso non fa solo prodotti ma interviene nelle relazioni territoriali per l’aiuto alle categorie più fragili. La cosa genera empatia e desiderio di sostegno.

Il bollino azzurro posto sulle scatole di Tonno di Rio Mare indica non solo una certificazione di qualità, che vuol dire attenzione alla pesca, ma che si produce il miglior tonno e nei mari più puliti.

I prodotti di bellezza realizzati con una forte riduzione di prodotti chimici, con un incremento di quelli naturali, accrescono l’interesse del consumatore.

La cialda del caffè che viene ritirata dal cliente segnala attenzione all’acquirente e l’impegno della impresa a gestire i rifiuti con intelligenza. (Caso Nestlè)

I sottoprodotti di marche che producono carne, indicano il desiderio intelligente di usare anche gli scarti per fare meglio.
Un esempio eclatante lo dà Cremonini che usa il guano per dare energia per il 70% ai suoi stabilimenti. E’ il segno che l’economia circolare funziona e va allargata a più prodotti.

E’ ovvio che queste novità il buyer deve saperle e deve farle conoscere.

La presenza nel settore elettronico di prodotti realizzati anche per categorie sociali fragili sono davvero interessanti: penso al telefonino parlante che dialoga con i ciechi descrivendo ciò che viene inquadrato.

Persino i tappi intelligenti della Guala – una ditta italiana dell’alessandrino – che messi in bottiglie di pregio, segnalano se il prodotto è stato inquinato con “aggiunte scadenti”.

Le galline allevate a terra con le uova con data di deposizione sono una garanzia di salubrità.

Latte Busche ha diversi obiettivi sostenibili: garantire il reddito ai produttori di latte, genuinità garantita, relazioni sociali attive internamente ed esternamente, attenzione all’ambiente, nel 2019 un Award nella categoria “Responsabilità Sociale e Consapevolezza ambientale”.

C’è il grande impegno di Barilla in tutti i settori della sostenibilità: e da notare l’attenzione posta a chi produce cacao per il prodotto Pan di Stelle.

Anche la mela Melinda ha fatto le ricerche per migliorare il packaging, con un pack eco-sostenibile.

Sul packaging è intervenuto anche Beretta salumi riducendo del 25% la plastica e avviando il cammino per un brand sostenibile: “B Green”.

Infine una notizia che ha fatto il giro d’Italia: il sale impiegato per fare Il prosciutto del Consorzio S. Daniele viene usato poi come antigelo per le strade di inverno (da La Repubblica).

Tante notizie che interessano al buyer, alcune maggiormente.

C’è una tendenza generale. I produttori hanno aperto una sezione aziendale destinata alla Sostenibilità.

La comunicazione ai buyer non può prescindere da informazioni sulla CSR, perché la cultura e l’esperienza di questi importanti decisori cresce con la comunicazione della vita delle aziende che vivono sullo scaffale del Supermercato.
Tanti sforzi per migliorare la vita non sono nella cassaforte aziendale, ma sono proprio realizzazioni perché i clienti  e accrescano la reputazione del brand.

Con migliore reputazione cresce il business.

E’ incoraggiante per CSRoggi vedere quanta strada ha fatto la Sostenibilità.

In pochi anni è tra le prime innovazioni introdotte in azienda e lo sarà sempre più.

Bruno Calchera
Direttore Responsabile

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