Per i non espertissimi

L’uomo della strada

 

 

 

C’è chi è espertissimo di Sostenibilità, di cosa sia e soprattutto di quale evoluzione abbia avuto nel tempo l’attenzione al problema.

Ma c’è anche chi proprio tutto non lo sa e che forse non ricorda (o non conosce) il suo percorso storico.

Allora, a beneficio di questi ultimi ( e solo per loro, gli altri non leggano) questo piccolo uomo della strada ha deciso di percorrere la strada della CSR. Naturalmente facendo grandi balzi nel tempo e grandissimi riassunti.

Lo scorso numero abbiamo detto dell’inizio. Si è visto che l’idea di un modello di crescita economica che non consumasse tutte le risorse ambientali e le rendesse disponibili anche per il futuro si fa strada a partire dalla prima metà degli anni settanta, e infatti proprio nel giugno del 1972 si tenne la Conferenza ONU sull’Ambiente Umano. Adesso andiamo avanti  con la seconda puntata.

Una successiva definizione di sviluppo sostenibile, in cui è inclusa una visione globale, è stata fornita, nel 1991, dalla World Conservation Union, ed altri, che lo identifica così: «…un miglioramento della qualità della vita, senza eccedere la capacità di carico degli ecosistemi di supporto, dai quali essa dipende»

Nel 1994, l’ICLEI (International Council for Local Environmental Initiatives) ha fornito un’ulteriore definizione di sviluppo sostenibile: «Sviluppo che offre servizi ambientali, sociali ed economici di base a tutti i membri di una comunità, senza minacciare l’operabilità dei sistemi naturali». Ciò significa che le tre dimensioni, economica, sociale e ambientale, sono strettamente correlate, e ogni intervento di programmazione deve tenere conto delle reciproche interrelazioni.

1997 – Protocollo di Kyoto Cop3, III Conferenza Mondiale sul Cambiamento climatico. Politiche e misure per la riduzione di emissioni di gas serra da parte dei paesi industrializzati. Tra le misure adottate vi è la promozione della ricerca scientifica sulle energie alternative ed incentivi alle forme di economia sostenibile.

Nel 2001, l’UNESCO ha ampliato il concetto di sviluppo sostenibile indicando che «…la diversità culturale è necessaria per l’umanità quanto la biodiversità per la natura. La diversità culturale è una delle radici dello sviluppo inteso non solo come crescita economica, ma anche come un mezzo per condurre una esistenza più soddisfacente sul piano intellettuale, emozionale, morale e spirituale».

Per favorire lo sviluppo sostenibile sono in atto molteplici attività ricollegabili sia alle politiche ambientali dei singoli Stati e delle organizzazioni sovranazionali sia a specifiche attività collegate ai vari settori dell’ambiente naturale. In particolare, il nuovo concetto di sviluppo sostenibile proposto dall’UNESCO ha contribuito a generare approcci multidisciplinari sia nelle iniziative politiche sia nella ricerca.

E si prosegue con “incontri ravvicinati”:

2002 – Johannesburg – Vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile organizzato da ONU e  Conferenza di Kolding. I governi locali assumono “Local Action 21” come impegno per i prossimi 10 anni, per proteggere i beni comuni in Europa e sviluppare comunità sostenibili.

2006 – La Strategia per lo Sviluppo Sostenibile (Consiglio Europeo, Agenda di Goteborg). Con la nuova Strategia l’Unione Europea intende perseguire l’integrazione degli obiettivi di sostenibilità individuando come strumenti fondamentali la formazione, il maggior investimento nella ricerca e sviluppo, l’informazione e la comunicazione con i cittadini.

2009 – BONN, Conferenza Mondiale UNESCO sull’Educazione allo Sviluppo Sostenibile. E’ stato fatto il punto sulle attività realizzate in tema di educazione allo Sviluppo Sostenibile e sulle strategie da mettere in atto negli anni successivi.

2012 – La Conferenza ONU di Doha per aggiornamento del protocollo di Kyoto.

I risultati più evidenti riguardano la sorte del Protocollo di Kyoto, con gli impegni più vincolanti mai sottoscritti prima e ratificati da 193 stati, ora prolungati fino al 2020. In particolare nella conferenza si è curato il finanziamento delle azioni da intraprendere per cercare di contenere l’innalzamento della temperatura e il coordinamento di tali azioni tra paesi ricchi e paesi in via di sviluppo, particolarmente minacciati dagli effetti del cambiamento climatico.

E stiamo arrivando ai giorni nostri.

La storia continua.

Ugo Canonici

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