Orgoglio nazionale

L’uomo della strada

 

 

 

Oggi si fa un gran parlare di “Sostenibilità”. A leggere i giornali, ad ascoltare la televisione, a porre attenzione a cosa rispondono i “personaggi importanti” quando vengono intervistati, sembra che, tra i pensieri più presenti, ci sia la Sostenibilità.

Bene. Ma sarà così?

Io ho una gran paura che sia il solito “trucco”: ne parliamo tanto, così sembra che abbiamo già fatto tutto.

Perché, guardandosi intorno, tutta questa attenzione ad essere “sostenibili” non mi sembra proprio di percepirla.

Eppure non è da ieri che si è accesa la scintilla dell’attenzione al problema.

Già nel lontano 1972 era stato pubblicato, da parte di alcuni studiosi del Massachusetts Institute of Technology, il rapporto sui Limiti dello sviluppo, commissionato dal Club di Roma (lasciatemi esprimere, con una considerazione tra parentesi, un po’ di orgoglio nazionale: ancora una volta le idee importanti nascono da noi!).

Tale rapporto riportava l’esito di una simulazione al computer delle interazioni fra popolazione mondiale, industrializzazione, inquinamento, produzione alimentare e consumo di risorse nell’ipotesi che queste stessero crescendo esponenzialmente con il tempo.

Dalla simulazione veniva messo in evidenza che la crescita produttiva illimitata avrebbe portato al consumo delle risorse energetiche e ambientali. Ma il rapporto sosteneva, inoltre, che era possibile giungere a un tipo di sviluppo che non avrebbe portato al totale consumo delle risorse del pianeta.

Dunque, l’idea di un modello di crescita economica che non consumasse tutte le risorse ambientali e le rendesse disponibili anche per il futuro si fa strada a partire dalla prima metà degli anni settanta, e infatti proprio nel giugno del 1972 si tenne la Conferenza ONU sull’Ambiente Umano.

E questo è l’inizio della storia. Forse varrà la pena dare uno sguardo a come si sviluppa.

 

Ugo Canonici

(foto: Jmortier)

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