Open Factory, le porte aperte nelle fabbriche

Al Porto di Venezia la pioggia non ha scoraggiato i visitatori che ieri hanno deciso di trascorrere il pomeriggio in una delle più grandi factory del Veneto, alla scoperta dello scalo e delle sue infrastrutture, tra torri mobili, ormeggi, gru e «polipi» che sollevano fino a 30 tonnellate di merci. Risultato: quattro tour, tutti straesauriti, da giorni.

E’ accaduto lo stesso ad Arezzo, alla Lem, impresa da 500 dipendenti che affina gli accessori per i più noti brand del lusso. Qui gli iscritti a Open Factory, la domenica di turismo industriale organizzata da L’Economia del Corriere della Sera e Italy Post, hanno poi fatto esperienza di , una «Gemba walk». La parola giapponese che si riferisce al luogo «dove si sta», dove si è presenti a se stessi, indica, nel mondo del lavoro, un nuovo modo di gestire il flusso della produzione e dei processi.

E ancora: oltre un migliaio di persone hanno affollato lo showroom dell’azienda di mobili e design Lago, in provincia di Padova; altrettante hanno ammirato gli ingranaggi prodotti dalla Siap (Carrara Group), a Pordenone, dove sono stati organizzati ben 35 turni di visite.

Da qualsiasi punto la si guardi, la prima edizione nazionale di Open factory è stata una domenica da record. Che ha premiato tanto il made in Italy quanto l’orgoglio degli imprenditori che hanno deciso di aprirsi al territorio. Trovando ben 20 mila italiani curiosi di conoscere (e apprezzare) più da vicino il tessuto industriale e manifatturiero del Paese, dal Piemonte, al Friuli, all’Umbria. Cinquanta le aziende, piccole, grandi o grandissime, che si sono dedicate ai loro ospiti con visite, lezioni, tour guidati e dimostrazioni pratiche.

Tutto esaurito nel 90% dei siti: prese d’assalto le «big» come Perugina, con i maestri cioccolatieri all’opera; Eni, con i laboratori di Novara e Bolgiano, dove i ricercatori hanno mostrato come l’olio esausto delle patatine fritte può diventare un biocarburante; Snam, che ha aperto l’impianto di compressione del gas di Sergnano (Cremona); o Lavazza, che ha proposto un viaggio nel caffè. Affollate anche le imprese manifatturiere: dal bolidi di Dallara, ai tessuti pregiati di Ratti, ai forni professionali di Unox.

di Francesca Gambarini

(da Corriere della Sera del 26 novembre 2018)

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