Dark store e dark restaurant o ancora meglio dark kitchen: con lo sviluppo e la crescita dell’e-commerce si stanno affermando nuovi modelli di business, basati su una logistica che non prevede più i tradizionali negozi, supermercati o ristoranti. Ma spazi ‘oscurati’, appunto dark, dove fare la spesa o cucinare per conto di un cliente che riceve tutto comodamente a casa. È un trend forte e promettente che sta coinvolgendo e facendo crescere anche molte startup italiane ed europee, dalla milanese Macai alle tedesche Gorillas e Flink.

Il dark store – letteralmente ‘negozio oscurato’ – è un negozio non aperto al pubblico, un magazzino dedicato alla preparazione degli ordini di e-commerce. Come un emporio o un supermercato, è organizzato con scaffali e corsie, ma i clienti non entrano, scelgono e comprano con computer e smartphone. Il dark store è quindi uno spazio riservato agli operatori (picker) che raccolgono i prodotti, quindi di fatto fanno la spesa per conto del cliente che viene spedita e consegnata a destinazione.

Il dark restaurant o dark kitchen (ristorante e cucina ‘oscurati’), all’estero chiamato anche ghost o virtual kitchen, è un concetto analogo a quello di dark store: sono dedicati esclusivamente al food delivery, spazi dove si preparano i piatti ordinati online e da consegnare a domicilio, senza una sala con clienti seduti a tavola.

I prodotti venduti online devono trovarsi sempre di più vicino ai consumatori per poter essere consegnati rapidamente, come prevede il nuovo modello quick commerce. Essenziali per raggiungere questo obiettivo sono dark store e dark kitchen. (…)

di Stefano Casini

(Photo by Daniel Nijland on Unsplash)
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