La prima parte del titolo è una delle frasi più comuni che leggiamo da almeno due mesi.

La consapevolezza di tutti però non è così diffusa. Il forte richiamo della abitudine resta un riferimento ad un ritorno al passato noto. Come se ciò offrisse più tranquillità.

C’è desiderio di ritorno alla “normalità”!

La vacanza: come siamo abituati. Il Divertimento: quello che abbiamo sempre preferito. La vita con gli amici e colleghi: quella che a volte ci sorprende così bene e che spesso ci annoia. I figli: educati da noi ma sempre con l’aiuto di asili e scuola. Il lavoro con i soliti colleghi, che ci fanno arrabbiare ma a cui non rinunceremmo mai. Il Viaggiare: ovunque. Schengen o non Schengen abbiamo potuto girare per il mondo e non è poca cosa.

Non sarà come prima mai più.

Mario Draghi ha definito la situazione che ci troviamo a fronteggiare“: Una tragedia di proporzioni bibliche”. (… pensiamo alla fuga di Israele dalla schiavitù d’Egitto… è questo il livello di cui lui tratta.)

Anche Christian Rocca dalle pagine de “L’Inchiesta”:”Siamo tutti diligenti cittadini e patrioti, ci affidiamo alla scienza, malgrado anche gli epidemiologi navighino a vista (in Italia è una esplosione di pareri ndr) e restiamo a casa. Ma ci illudiamo che quando il Covid–19  sarà sconfitto si tornerà a vivere normale. Non sarà così”

La MIT Technology Review , riportata da Milano Finanza così si esprime. “Il cambiamento che stiamo già vivendo a causa della pandemia di Coronavirus è solo l’anticamera ad una revisione, molto radicale, delle nostre abitudini, una nuova normalità che non avrà nulla a che fare con quella precedente si affermerà.”

Infine uno studio dell’Imperial College di Londra ha presentato delle soluzioni possibili che si sintetizzano: “…In sostanza ci aspettiamo cambiamenti dai quali non si tornerà più indietro e una lunga ‘stagione di adattamento’. Esploderanno i servizi digitali da remoto, dal lavoro alla istruzione, cambieranno i paradigmi della società e dei viaggi, si consumerà maggiormente da filiere locali e si vivrà di più all’aria aperta”

Nel vedere le cose un po’ più da vicino è difficile dare una valutazione di impatto eccessivamente diversa.

Però pensiamo allo  “Smart Working”: il lavoro da casa è meglio del lavoro in ufficio. E’ diverso. Sarà una faccenda positiva, tollerabile, o nella vita personale e familiare sarà una vera e propria tragedia umana, una difficoltà nel lavoro, una inefficienza o una opportunità.

Così come la movimentazione di persone e merci: quali vantaggi vedremo? Le ristrettezze nei collegamenti tra stato e stato, l’isolazionismo nella propria nazione, lo vediamo già come una grande rottura con il passato e una risorsa. Qui il cambio di paradigma è notevole: in economia, nelle libertà, nelle opportunità di cambiamento e di crescita.

La sostenibilità avrà un impulso?  Lo abbiamo sempre pensato riferendoci alla Agenda 2030, come una grande iniziativa mondiale declinata per ogni stato e per la politica economico-sociale nazionale. Ora è difficile immaginare uno sviluppo sostenibile differenziato per località, senza sia possibile un importante coinvolgimento nelle programmazioni di più realtà produttive.

I grandi mutamenti nella realtà sono avvenuti nelle epoche per avvenimenti che hanno modificato il vivere collettivo.

 Oggi si parla molto del Piano Marshall come soluzione per ripartire. Rinascere, Ricostruire.

Si pensa ad una valanga di denaro che tappa ogni buco e promuove un avvenire radioso.

Per ripartire come prima.

Il Mondo è cambiato, l’Unione Europea non è gli Stati Uniti. Non ci sono soldi!

I grandi investimenti non si fanno più per accrescere la ricchezza, ma sono occasione di dominazione di nazioni, di sviluppo del proprio mercato interno e di conquista delle risorse altrui.

Non è da questa parte che si può guardare.

Perché andrà tutto bene?

Perché è proprio la persona che sa leggere la realtà, che sarà l’anima creativa del futuro. L’attenzione va posta al soggetto della grande rivoluzione che inizierà.

Il soggetto è sempre l’uomo. L’uomo che amando il reale ricomincerà a ricostruire non più sul passato, ma sul presente.

Non sono gli Stati, le economia, le regole che generano una certezza sul futuro!

Andrà bene perché è la stessa natura dell’uomo, generato e creato per la positività, che ripartirà dalle condizioni in cui è posto, usando della libertà e della creatività che lo contraddistingue.

In un recente articolo di Avvenire del 19 Aprile Daniele Mencarelli scrive “Niente sarà come prima, per me. Non una esortazione generica, ma una scelta di vita. Da questo momento in poi, le mie azioni, la mia disponibilità, agli altri, i valori che dominano la vita, non saranno quelli di prima. Io non sarò più quello di una volta. E’ questa la vera rivoluzione. Non chiedere agli altri, non domandare a nessuno quello che spetta a noi. Non è forse questa l’unica vera rivoluzione possibile? Non è forse questo l’insegnamento di Cristo? Niente sarà come prima. E’ già successo. Duemila anni fa. Basta essere disposti all’unica vera rivoluzione.”

Perché questa frase non è ideologica ma pesca nella realtà?

Lo abbiamo visto davanti ai nostri occhi più volte: i protagonisti di oggi, della realtà, sono stati coloro che hanno dato la vita, l’anima stessa per la vita di altri. Li abbiamo osannati. Sono gli eroi. Perché?

E’ evidente che vivere DENTRO questa nuova realtà, medici, infermieri, cassiere, volontari, autisti, soldati, ciascuno era testimone di un compito nuovo. Non abituale. Diverso. Eccezionale. Eccessivo.

E’ stata una rivoluzione del vivere la propria umanità e il proprio compito sociale.

Coloro che hanno governato l’emergenza avevano davanti questi esempi e non era facile essere alla loro altezza. Così, noi stessi, guardandoli, abbiamo aderito idealmente al loro sacrificio.

Andrà tutto bene perché è questa l’umanità che genererà lo sviluppo sostenibile.

Una passione per la vita, per l’ambiente, per un amore più grande che genera la grande innovazione che l’uomo attende sempre nella vita ad un certo punto del tempo e dello spazio per vivere meglio.

Come i monaci ed i cittadini del Medioevo, pur in presenza delle invasioni dei barbari, come il Covid-19 di allora e di oggi, ricostruiamo le nostre cattedrali, ricostruiamo il vivere tra persone all’insegna di una passione per l’umanità intera. Per il bene comune di tutti, visibilmente.

Il coraggio, la semplice attenzione all’essenziale, una consapevole benevolenza nel leggere il reale sono le vie per vivere gli istanti presenti e futuro senza soccombere alle novità buone e cattive.

Bruno Calchera
Direttore Responsabile

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