Mi sento un eroe

L’uomo della strada

 

Dice .”Ma è proprio necessario fare la traversata dell’oceano in solitaria, oppure gettarsi in un rogo per salvare 27 bambini urlanti, o affrontare una banda di teppistelli rintronati che molestavano un vecchio mendicante, per sentirsi un eroe? Certo, questi sono atti di grande valore che, quando li compi, giustamente ti fanno porre sul capo l’aureola dell’eroe.

Ma io penso che ci siano anche situazioni più modeste che ti autorizzano ad autoproclamarti eroe. O almeno io l’ho fatto. E ve lo racconto.

Ero in bagno per le abluzioni mattutine. Sotto la doccia, ho regolato la temperatura per l’acqua: fredda, calda, fredda, giusta. Poi quasi senza accorgermene, ho chiuso il rubinetto, fermando il getto, mentre mi insaponavo. E solo dopo aver finito questa operazione, ho riaperto il rubinetto per il giusto risciacquo.

Mi sono trasferito poi sul lavandino per prestare attenzione ai denti. E lì ho ripetuto il gesto: acqua per una prima passata, poi chiusura al momento del dentifricio, ed infine ultimo “momento acqua”.

Adesso non pensate che io sia un esibizionista che si vuole presentare nei suoi momenti più intimi. Vi ho raccontato queste situazioni che tutti noi viviamo, perché a questi gesti è seguita una riflessione. Ho capito che tutto quello che mi è stato detto sullo stupido spreco dell’acqua, in qualche modo aveva fatto breccia nella mia testa. E così, forse pensando ai bambini in Africa o forse  no, non ho fatto scorrere inutilmente il prezioso liquido.

E mi sono sentito di aver fatto una cosa giusta.

Forse dire “un eroe” è un po’ troppo. Ma confesso che ci ho pensato.

Ho pensato anche che sono tanti i piccoli gesti che ognuno di noi può fare nella giusta direzione del far le cose per bene. E, se facendoli, ci si può sentire anche un po’ eroi, beh, facciamoli.

Perché no?

di Ugo Canonici

(foto: wallhere.com)

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