L’uomo della strada

 

 

 

Tutti ricordiamo che erano stati approvati da (quasi) tutte le nazioni vari obiettivi per proseguire nella direzione della Sostenibilità. Ma tutti sappiamo che sono intervenuti vari (e preoccupanti) distinguo, per cui era diventato evidente che la data fatidica del 2030 non avrebbe potuto celebrare il raggiungimento di un bel po’ di quegli obiettivi.

La seconda parte di questo 2020 ci aveva presentato un rinnovato vigore, da parte dell’Europa, nell’attenzione  almeno al “green” e all’inquinamento.

Sapevamo anche, però, che vari Paesi con interessi economici diversi si mettevano di traverso.  Ma nei giorni scorsi siamo stati informati, da vari organi di stampa, che a Bruxelles si è trovato l’accordo sulle emissioni.

Dopo più di 7 ore di discussioni, i leader europei hanno approvato il nuovo obiettivo di taglio delle emissioni. I Paesi europei si impegnano a ridurle del 55% entro il 2030. Non è il massimo ( buona parte dei deputati erano riusciti a concordare su un obiettivo più ambizioso e avevano chiesto che la riduzione fosse di almeno il 60%,  però la richiesta non è riuscita a passare), ma almeno si è deciso di alzare  la soglia precedente che era fissata al 40%.

Quindi i capi di Stato e di governo riuniti al Consiglio europeo sono riusciti a trovare almeno un consenso minimo sull’obiettivo principale, ma non hanno preso nessuna decisione su altri dettagli fondamentali per la futura legge sul clima.
Insomma, è meglio di niente. L’aspetto positivo è che lentamente si procede.
Però lentamente non va bene, perché non si è fasati col passo dei cambiamenti che la Natura, tutti i giorni, ci presenta.

E allora?

Sarebbe sciocco non compiacersi dei passi in avanti, ma, al tempo stesso, non bisogna smettere di spingere perché tutti si rendano conto che il ritmo che fa l’andatura è quello della Natura e non quello dell’uomo.

Tutti insieme, come e dove si può, non stanchiamoci di far sentire il nostro dissenso. La nostra voce.

Ugo Canonici

 

 

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