Maldive, è made in Italy il villaggio ecologico che si smonta come i Lego

Immaginate se ogni nuovo edificio sulla faccia della terra fosse realizzato con i mattoncini Lego. Case, centri commerciali, interi complessi residenziali – e chi più ne ha più ne metta –  potrebbero essere semplicemente smontati e rimontati alla bisogna in pochissimo tempo e, soprattutto, con un impatto sull’ambiente pari a zero.

Non sono stati utilizzati i mattoncini colorati, ma è più o meno questa la filosofia che sta dietro la realizzazione del villaggio turistico Sandies Bathala, struttura ricettiva super esclusiva nel cuore delle Maldive realizzata (quasi) interamente in legno da Marlegno, ditta di Bolgare (Bergamo) nata nel 2000 e da circa 10 anni – dopo la crisi economica – specializzatasi in costruzioni in legno.

Il resort – o meglio: ecoresort – si trova sull’atollo di Bathala, piccolissima isola dell’arcipelago della Maldive nella zona centro-orientale dell’Atollo di Ari di soli 4 ettari (260 per 130 metri le misure). Un minuscolo gioiello incastonato nell’Oceano Indiano dove a farla da padrone sono ovviamente paesaggi tropicali e paradisiaci incorniciati da bianchissime spiagge, acqua cristallina, palme e una straordinaria barriera corallina.

Tutti tesori naturalistici che la realizzazione di un villaggio turistico con tecnica costruttiva tradizionale avrebbe potuto violare per sempre. Invece non sarà così, poiché il Sandies Bathala – una volta terminata la concessione trentennale ottenuta dal tour operator che gestirà la struttura – potrà essere completamente smontato come se non fosse praticamente mai esistito, o quasi. Proprio come se fosse stato edificato con i mattoncini Lego di cui sopra. Tutto questo è reso possibile da una tecnica costruttiva a secco dove ogni singola parte dei bungalow si incastra con l’altra alla perfezione, senza bisogno di alcun tipo di legante come la malta cementizia. Prima del  Sandies Bathala sull’atollo c’era un altro villaggio turistico (con casettine realizzate in sabbia e non più ristrutturabili), demolito completamente per far spazio all’ecoresort che ha tra l’altro incrementato la ricettività grazie ai bungalow in acqua.

La nostra filosofia – spiega Angelo Luigi Marchetti, amministratore delegato di Marlegno – è di fare tutto con una logica di sostenibilità ambientale. Nel caso del villaggio alle Maldive, la nostra visione è stata recepita prima dall’architetto Ettore Mocchetti, e poi dalla committenza,  diventando quindi un’opportunità di business. È davvero significativo quanto va aumentando la sensibilità dei tour operator nella costruzione di strutture ricettive con una certa attenzione nei confronti dell’ambiente”.

E così il villaggio Sandies Bathala ha aperto ufficialmente i battenti a luglio con le sue 24 water villas e 48 beach villas, reception e 2 ristoranti, il tutto “messo in piedi” in solo due mesi dai 35 operai della Marlegno.

Dovevamo intervenire in tempi molto stretti – spiega Marchetti – Dopo una fase di progettazione e ingegnerizzazione di 4-5 mesi, l’intervento in loco è durato circa 2 mesi. Molto importante per ottimizzare i tempi la fase di ingegnerizzazione dei processi, come la logistica. Per intenderci, da Malè, la capitale delle Maldive, il materiale ci ha messo 35 giorni ad arrivare, poi da lì è stato tolto dai container e trasportato su delle chiatte fino all’isola. Qui ogni singolo pezzo è stato preso e montato come se fosse un Lego. Nel caso delle Water Villa il montaggio è avvenuto praticamente in acqua”.

Un’opera difficoltosa anche per le condizioni climatiche e ambientali estreme come possono essere quelle di un’isola in mezzo al “nulla” come  Bathala.

Lavorare con 28 gradi sotto il sole maldiviano non è semplice – racconta Marchetti – . La città più vicina, Malè, dista a 20 minuti di idrovolante e quando alcuni operai hanno avuto problemi di scottatura non è stato facile dover attendere per far arrivare medicinali o contattare un medico”.

E quando veramente arriverà li momento di smontare il villaggio? Marlegno ha già pensato a tutto, redigendo una lista di tutti i materiali utilizzati e come questi devono essere montanti ed, eventualmente, anche smontati. Ciò faciliterà anche il passaggio dello smaltimento.

L’ecoresort è stato realizzato in parte con legno di conifera lamellare (interno dei bungalow), ottimo per la sua leggerezza. Esternamente, invece, le casette hanno parti in un materiale composito legno-plastica. Lo stesso materiale utilizzato per le passerelle dei moli, e che è stato usato per la copertura dei bungalow perché molto efficace nel resistere a intemperie.

Sull’isola c’è tanta umidità, forte vento e presenza salina. Ci voleva un materiale molto resistente che non desse adito a manutenzione poi troppo importante”, sottolinea Marchetti.

Altri progetti simili in futuro?

Siamo in trattativa per un secondo ecoresort alla Maldive e un altro su una spiaggia africana“.

di Marco Locatelli

(da it.businessinsider.com del 6 settembre 2019)

Share this Post!

0 Comment

Send a Comment

Your email address will not be published.