Il punto del Direttore

 

 

 

La durata del conflitto in Ucraina e il suo allargamento – è evidente l’implicazione mondiale della guerra oggi tra i russi e gli ucraini – secondo il parere di alcuni Antonio Felice di Greenplanet la guerra segna il crollo della Sostenibilità”.
Pasquale Cipolletta, consulente aziendale sulla Sostenibilità, sottolinea alcuni dettagli sull’incidenza ambientale della guerra. “La guerra gioca molto contro l’ambiente (…) Non c’è stata guerra che non abbia utilizzato sostanze chimiche dannose per l’ambiente. L’Ucraina è un paese agricolo; trovare il suo territorio compromesso dai bombardamenti ne danneggerà pesantemente la ripresa. E’ ormai chiaro a tutti la nostra dipendenza dall’estero per le fonti di energia con particolare riferimento al gas.

Alessio Romeo sul Sole 24 ore il 3 Marzo titola: “Politica agricola europea, ipotesi di un freno sulla sostenibilità a causa della guerra”. – e prosegueLa sostenibilità per ora può attendere. La crisi ucraina cambia l’agenda della politica agricola europea che si riscopre produttivista per far fronte all’emergenza approvvigionamenti. (cereali, mais, e materie prime).”
C’è chi se ne approfitta come i produttori di carburanti: il Ministro Cingolani ha sottolineato come la guerra ha innalzato i prezzi di questi prodotti energetici esageratamente, senza una vera carenza di quelle materie prime, i cui flussi non sono mutati nel corso degli ultimi mesi.

La crisi della sostenibilità, l’impoverimento, è tanto più evidente quando si misurano i costi di trasformazione per l’innovazione ed i prezzi per vivere.

La crescita dei prezzi così diffusa e incalzante ha stravolto i Budget di previsione, ha imposto una revisione generale della propria programmazione e tante riforme avviate subiscono rallentamenti.
Alcuni esempi, l’aumento dei costi di trasporto incide sul mercato pesantemente, crescono i costi per pane e pasta e per tutti i generi alimentari.

Qualcuno a Bruxelles ha subito lanciato l’idea di un Recovery Fund per l’Energia per i danni suscitati dalla guerra ucraino-russa, ma anch’esso ha il sapore di una crescita dei debiti che si accumulano in Europa.
In Italia è partito il Terzo scostamento di bilancio di 25 Miliardi di euro. Ancora Debiti!

Si nota poi che i Ristori del Governo Conte, pur finanziati, non sono giunti dopo due anni a diverse categorie cui erano assegnati. Oggi si invocano altri Ristori per le difficoltà di alcune aziende a restare sul mercato in presenza degli attuali prezzi delle materie prime.

L’italiano medio ha compreso che la parola Ristoro ha un significato ben diverso da supplenza, da aiuto concreto corrispondente alle perdite. Si tratta di una quota in percentuale che non cambia assolutamente lo stato di crisi.
Varrebbe la pena di cambiare nome a Ristoro, con la parola più comune: Offerta (come in Chiesa…per lo più spiccioli!)

Non è possibile legare l’impoverimento alla sostenibilità.
Quest’ultima è innanzi tutto una mentalità che si oppone allo spreco.
E’ una concezione, uno sguardo sull’umano vivere per alleviare le difficoltà.

Ad esempio:

  • costruire una casa, tenendo conto di persone con patologie che rendono difficile la movimentazione, attivare sistemi di sicurezza e tutela personale soprattutto per anziani soli, e progettare il sistema ambientale per favorire le relazioni di bambini, e di persone spesso non è un costo mostruoso da sostenere. E’ una mentalità che l’architetto ed il committente devono avere.
  • Migliorare i sistemi formativi per raggiungere tanti ragazzi delle periferie ormai sbandati, significa prima di programmi specifici, iniziare a pensare che è indispensabile intervenire sull’emergenza educativa. Mancano figure professionali più affascinanti di Instagram o TikTok.
  • La comunicazione di marketing non può essere distante dalla realtà, sostanzialmente falsa e illudente, proponendo modelli di comportamento privi di senso e affidati all’emozione della istintività.

La sostenibilità ci riporta ad un realismo davanti alla vita di ogni giorno, fatta di cose facili e buone ed altre difficili ed improponibili. La guerra in Ucraina mostra persone irriducibili, al valore della propria terra, della libertà personale e sociale, all’essenziale per vivere – quelle valigette “che hanno dentro tutto” ….

L’essenziale è la relazione con chi aiuta, che mostra di volerti bene, di stimarti e che nel suo fare tiene conto della tua presenza. “Tu hai un valore!”  E’ lo stesso valore di ciascuno di noi.

C’è un impoverimento economico crescente: emerge la consapevolezza che nel mondo ci si può aiutare, senza conoscersi personalmente. E’ l’umana civiltà che si fa strada.  E’ molto di più di solidarietà.

(questa distinzione merita un ulteriore approfondimento!)

 

Bruno Calchera
Direttore Responsabile

 

 


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