La Sostenibilità passa attraverso la rendicontazione.

Non è facile fare una reportistica che possa passare al vaglio della valutazione non solo del valore ma pure dei parametri che in assoluto hanno il compito di delineare una comparabilità tra aziende. I dati scelti e la valutazione finale hanno un legame assoluto.
E’ buona cosa che gli indicatori ESG siano ben espressi, perché venga loro attribuito un dato di riferimento preciso e non aleatorio.

Ad esempio il tema della Comparabilità delle indicazioni spesso è difficilmente leggibile nell’analisi di mercato in presenza di indicatori che appartengono allo stesso settore.
Il privilegio riservato al principio di materialità che afferma che vi sia la necessità di rendicontare la sostenibilità con alcuni indicatori base, che misurano gli impatti, non è sufficiente.

L’insieme dei principi di Materialità e di Comparabilità rendono la Rendicontazione affidabile.
Guardiamo le informazioni.
Possiamo dare un’ottima valutazione a una azienda che ha deciso di sviluppare la propria dipendenza energetica con fonti rinnovabili, ma non sempre è possibile qualificare se essa sta ottenendo risultati superiori o inferiori ai propri competitor, o più spesso alla media del suo settore di riferimento.
E’ una esigenza che si pone nella lettura dei Bilanci di Sostenibilità in presenza di dati e di riferimenti agli SDGs della Agenda 2030.

Non è sufficiente l’indicazione del GOAL, di percentuali, di numeri che indicano la riduzione del CO2 e dell’impegno di giungere a obiettivi significativi entro il 2025, così come non è sufficiente esaminare un certo settore aziendale e vedere la rendicontazione media di imprese senza osservare la qualità e la reportistica delle aziende specifiche cui si fa riferimento.
Sarebbe interessante una valutazione comparata che dovrebbe emergere dal lavoro di coloro che hanno il compito di offrire riferimento nel settore (Associazioni di categoria, Consorzi ecc..).
Questi ultimi non hanno unicamente un compito di natura sindacale ma di stimolo al miglioramento del sistema.

E’ pensabile che il loro ruolo sia propositivo, sia un incentivo e offra precisi indicatori e metodi per un miglioramento dei livelli che l’Agenda 2030 pone come obiettivi generali.
Se gli indicatori delle misurazioni tecniche sono inoppugnabili, è un gran valore effettuare la classificazione e non aspettare che altri soggetti impropri (le ricerche promosse dai media, che fanno classificazioni sulla minore o maggiore sostenibilità) che possono non essere edotti del settore particolare, comparando, come accade, classificazioni di settori economici diversi.
Ne risulta una graduatoria di Brand diversi senza una concreta comprensione dei valori in campo e del percorso del settore.

La misurazione della Sostenibilità è importante e vale molto di più.
E’ un processo innovativo da valutare, una serie di indicatori per il proprio cammino di trasformazione.
La rendicontazione di risultato ha bisogno di informazioni particolari e di paragone.
Occorre la comparabilità di trend, perché la valutazione di risultato vera e propria ha la necessità del riscontro con la concorrenza.

Chi vuole conoscere una realtà aziendale per la propria azione di CSR – pensiamo al mondo della Moda piuttosto che all’Agro-alimentare – ha in animo la necessità di sapere quale è il livello di imprenditorialità sostenibile.
Esso si ottiene attraverso una reportistica non basata unicamente su item di materialità ma dal combinato con l’indice di Comparabilità.
La valutazione della performance di una azienda passa attraverso il confronto con i competitor o con una media di settore.
Non va dimenticato che tale confronto è sempre un punto di partenza.
Per mantenere una leadership, per operare cambiamenti ed innovazioni, tesi ad un miglioramento sostanziale, occorre una completezza di dati che la reportistica offre attraverso uno sguardo al settore di riferimento e non solo alla azienda.

Resta in ogni modo il principio guida:

  • valutare è il primo segno di sensibilità che un imprenditore può avere per sapere la propria posizione nel mercato.
  • la reportistica, quanto più precisa, è il secondo segno di apertura al mercato e alla conoscenza diffusa.
  • la comparabilità dei dati di settore è il modo finale per qualificare i miglioramenti in una arena competitiva che nel caso della Sostenibilità abilita i soggetti a migliorarsi nel confronto con i propri competitor di mercato.

Bruno Calchera
Direttore Responsabile

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