Linea Group Holding (LGH) è una multiutility che si occupa di ambiente, energia e calore nel sud della Lombardia, nello specifico nei territori di Cremona, Pavia, Lodi, Rovato e Crema.

La sua attività consiste nel vendere e distribuire gas, produrre e distribuire energia elettrica, teleriscaldamento e ambiente (rifiuti) in circa 200 comuni, per un totale di circa 1 milione di abitanti.

Abbiamo parlato della sua attività e dei valori che la contraddistinguono con il presidente Giorgio Bontempi e con l’Amministratore delegato Claudio Sanna.

La vostra attività aziendale è orientata a migliorare la qualità della vita e lo sviluppo sostenibile dei territori serviti. Qual è, nello specifico, la vostra mission primaria?

(Risponde Giorgio Bontempi, GB) «LGH ha esattamente questo obbiettivo: fornire servizi

di qualità, a prezzi competitivi, operando sempre nella direzione dell’efficienza, dell’innovazione e della sostenibilità. Questa è la nostra mission, ed è ciò per cui ogni giorno le 1.200 persone che operano nelle società di LGH si impegnano. In definitiva, vogliamo creare valore e rimanere punto di riferimento autorevole e vicino per i nostri stakeholder».

Distribuite i vostri servizi in quattro province lombarde: quale rapporto avete con i territori e gli abitanti? Quali prospettive apre la nuova partnership con il Gruppo A2A?

(GB) «LGH ha origine nel 2006 da quelle che un tempo chiamavamo “municipalizzate”, ovvero le storiche aziende dei servizi pubblici locali di Cremona e Crema, Rovato, Lodi, Pavia. Da queste ha ereditato la profonda conoscenza delle comunità, la capacità di comprenderne e anticiparne i bisogni, la volontà di portare innovazione e competenze al servizio di enti, imprese, cittadini. La partnership con A2A nella “multiutility dei territori” irrobustisce ed amplia – grazie alla forza industriale di A2A e alla sua visione sempre più tesa verso i nuovi paradigmi della economia circolare – questa nostra vocazione al rapporto con i nostri territori».

Parliamo del CRIT di Cremona: com’è nata questa iniziativa così importante legata all’innovazione digitale al servizio della comunità locale?

(Risponde Claudio Sanna, CS) La sfida del Polo per l’Innovazione digitale di Cremona-CRIT è estremamente affascinante. È il desiderio di affiancare – integrandoli – gli storici ambiti di eccellenza di un territorio vocato storicamente all’agricoltura, all’agroindustria, alla liuteria, all’ambito dell’economia digitale. Di creare un vero e proprio distretto dell’economia digitale che dialoghi col territorio e i suoi attori, con l’obiettivo di un reciproco arricchimento, per rendere i nostri luoghi smart land, ovvero territori non metropolitani ma altamente vocati all’innovazione e alla sostenibilità. E oggi siamo nel pieno dei lavori del secondo lotto del polo, segno tangibile del successo che l’iniziativa ha raccolto».

LGH ha fatto della sostenibilità una strategia di sviluppo che tocca diverse componenti aziendali: sia dal punto di vista valoriale, sia nelle operations, sia nella comunicazione. In quale modo avete coinvolto i soggetti interni e i diversi livelli di responsabilità, così da costruire un riferimento solido e condiviso a questa strategia?

(CS) «La sostenibilità è un processo che permea l’intera nostra operatività. L’obiettivo strategico che LGH, insieme alla propria capogruppo, si sta dando è quello di una convinta adesione ai principi dell’economia circolare. E in tal senso stiamo sempre più orientando il nostro “fare”, oltre che riconfermare la nostra storica attenzione al territorio, alle comunità locali, ai più giovani. E questo approccio riguarda tutte le strutture aziendali, da quelle operative di business alle aree di staff. Anche nell’OpenReport abbiamo avuto un pieno coinvolgimento di tutte le strutture».

Abbiamo apprezzato l’inno- vatività della vostra comunicazione di sostenibilità integrata al sito istituzionale. Ci può raccontare come avete deciso di costruire OpenReport? E quali riflessi registrate nel coinvolgimento interno degli operatori delle diverse aree di business?

(CS) «Lo scorso anno, dopo l’esperienza di 11 bilanci di sostenibilità dal 2006 al 2017, l’evoluzione nel dialogo con i territori e la forte volontà di LGH di raggiungere nuove frontiere nell’innovazione hanno permesso la nascita di un nuovo prodotto interamente digitale: l’Open- Report. È una piattaforma web, oggi totalmente integrata nel sito internet aziendale, che offre una fotografia nitida e aggiornata dei differenti ambiti di attività di LGH. Presenta nel dettaglio la matrice di materialità, che noi abbiamo ribattezzato “matrice di sostenibilità”, costruita in modo da offrire, oltre alla fotografia dei temi maggiormente rilevanti per la sostenibilità del Gruppo, anche un efficace strumento per la navigazione del portale, anche da mobile. La matrice, collegata agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 dell’ONU, è interattiva e consente all’utente di scoprire e approfondire nel dettaglio i contenuti collegati ai temi di suo interesse. In questo modo la navigazione oltre che multilivello, può essere personalizzata e profilata per tema e stakeholder».

Avete lanciato l’OpenReport un anno fa, come lo avete utilizzato nel rapporto con gli stakeholder esterni?

(GB) «OpenReport si è dimostrato uno strumento efficace sia nel preliminare coinvolgimento degli stakeholder per l’aggiornamento della nostra matrice di sostenibilità, sia poi in fase di dialogo col territorio, verso il quale lo scorso anno è stato realizzato un vero e proprio road-show di presentazione della prima release del portale».

Uno sguardo sul futuro. Quali sono i principali obiettivi di LGH? E sull’utilizzo dell’OpenReport, prevedete altre novità, ad esempio la misurazione puntuale degli impatti sociali, ambientali ed economici?

(GB) «Per quel che concerne LGH, possiamo senz’altro affermare l’impegno a essere parte attiva nel percorso verso l’economia circolare, supportando tutti gli attori del territorio che vogliono operare in modo coerente nei propri ambiti. Per quel che riguarda l’OpenReport è oggi uno strumento consolidato nelle dinamiche di stakeholders engagement di LGH: l’obbiettivo è proseguire in questo percorso che per noi rappresenta la vera svolta nel dialogo col territorio».

a cura di Carlo Rho

(da CSRoggi Magazine, anno 4, n.4, Ottobre 2019, pag. 20)

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