L’estrazione del fosforo per la coltivazione e il rispetto dell’ambiente

Ci sono oltre sette miliardi di persone nel mondo e ognuno di loro ha bisogno di mangiare per vivere.

Man mano che la popolazione mondiale cresce, la domanda di cibo continua ad aumentare, a fronte di una quantità di terra coltivata destinata a restare più o meno la stessa, cosa che rende importanti i metodi per migliorare la produzione agricola.
Secondo l’US Geological Survey (USGS), gli agricoltori americani sono i più produttivi al mondo. E gli Stati Uniti sono un grande produttore di fertilizzanti sia per uso domestico sia per l’esportazione. L’USGS sostiene che l’applicazione di fertilizzanti minerali in “quantità aumentate sia uno dei modi più facili e rapidi per migliorare la fertilità del suolo”.
«Ogni pianta richiede tre nutrienti per crescere e prosperare: azoto, potassio e fosforo», spiega Benjamin Pratt, Vice Presidente degli Affari Pubblici di Mosaic Company, l’azienda americana principale produttrice e distributrice integrata al mondo di fosfati e potassio concentrati.

 Il fosforo, minerale dalle proprietà fertilizzanti
Il fosforo è un minerale usato principalmente per coltivare. È un elemento necessario per la nutrizione sia animale sia vegetale. Gli Stati Uniti sono il terzo produttore mondiale di fosforo e il terzo più grande utilizzatore di fertilizzanti al fosforo nel mondo. Mosaic Company, la cui sede è nello Stato del Minnesota, è il più grande produttore di fosfati al mondo. La compagnia estrae fosfato di roccia da quasi 200mila acri di terra che possiede nella Florida centrale. I suoi prodotti vengono trasformati in nutrienti, raccolti e spediti in tutto il mondo.

La roccia fosfatica si trova in genere da 15 a 50 piedi sotto terra in una miscela di ciottoli fosfatici, sabbia e argilla chiamata matrice fosfatica. Ci sono diversi modi per estrarre il fosfato. Mosaic, come sottolinea Pratt, utilizza per lo più «macchine molto grandi chiamate linee di trascinamento per rimuovere lo strato di terra sopra la giuntura di fosfato e quindi per rimuovere una matrice di fosfato, sabbia e argilla. La roccia fosfatica viene inviata attraverso un condutture a un impianto per la trasformazione in fertilizzante fosfatico».

Come Mosaic gestisce l’estrazione del fosforo
Ci sono impatti ambientali associati all’estrazione del fosforo minerario. L’estrazione dei nutrienti necessari «richiede l’uso di terra, acqua ed energia per creare prodotti essenziali per la produttività agricola», sottolinea Pratt. Mosaic mira a ridurre al minimo il suo impatto ambientale «riciclando le acque di processo, sviluppando energia attraverso la cogenerazione di energia elettrica, riducendo al minimo gli sprechi e recuperando ogni ettaro di terra estratta».

Quando i fosfati sono presenti in eccesso nei corsi d’acqua, possono verificarsi problemi come fioriture algali e persino contaminazione dell’acqua potabile.

La società collabora con organizzazioni ambientaliste ed è sostenitrice e promotrice di un programma che aiuta gli agricoltori a raggiungere i massimo obiettivi del sistema di coltivazione. Quello che fa il programma è sintetizzare le migliori pratiche di gestione dei fertilizzanti in un quadro che include l’ottimizzazione dei rendimenti, massimizzando al contempo il profitto e la sostenibilità.

Ridurre l’uso di energia e di risorse naturali
«Lavoriamo con attenzione per massimizzare l’efficienza e ridurre al minimo l’uso di energia e risorse naturali, e abbiamo compiuto notevoli progressi nella riduzione dell’impatto ambientale di Mosaic», dichiara la società sul suo sito web. L’approccio alla gestione delle risorse idriche è basato sulla regola “ogni goccia conta” e l’obiettivo è riciclare o riutilizzare l’acqua ogni volta che sia possibile. Mosaic ha ridotto il suo uso di acque sotterranee nella Florida centrale di oltre il 50% negli ultimi 20 anni e ricicla o riutilizza circa il 90% dell’acqua nelle sue strutture di fosfato della Florida.

L’azienda ha l’obiettivo di ridurre il consumo totale di energia del 10% per tonnellata di materiale finito entro il 2020.

 

a cura di Elide Bonazzi

(articolo pubblicato in CSRoggi Magazine, anno 3, n.2, Marzo 2018, pag. 20)
(informazioni tratte da CSMagazine2017 e dal sito aziendale www.mosaicco.com)


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