L’Erasmus del petrolio

Mettete 120 ragazzi provenienti da Norvegia, Croazia, Paesi Bassi e Italia che s’incontrano in Basilicata per una settimana di scambio e approfondimento sui temi di energia e territorio. Studio ma anche interazione, scambio culturale, workshop sulla fotografia 3D, visite a Matera e alla fonti di energia fossile e rinnovabile di cui la Val d’Agri è ricca. Tutto questo è il primo meeting tra studenti Necst, nato da un’idea di Eni e finanziato dall’Unione europea…

All’inizio sembrava di essere nella più classica e logora delle barzellette: c’è un olandese, un croato, un norvegese e un italiano. Ma non lo era, l’incontro c’è stato davvero, solo una manciata di giorni fa. Ed erano molto più di quattro, 120 per la precisione.

Studenti delle superiori tra i 17 e i 19 anni, riuniti in Val d’Agri, nel mezzo della Basilicata, per studiare l’energia. Un luogo d’elezione, la Val d’Agri, una valle dove, nel raggio di pochi chilometri, ci sono affioramenti naturali di petrolio, c’è il più grande giacimento dell’Europa continentale, c’è una tra le dighe più grandi del Paese, ci sono impianti eolici, fotovoltaici e boschi rigogliosi.

L’energia, ecco il fil rouge che lega Italia, Norvegia, Croazia e Paesi Bassi. Ed ecco svelato l’obiettivo di Necst: sviluppare le conoscenze e lo scambio di buone pratiche tra i settori accademico, scolastico e imprenditoriale su tematiche legate all’energia e alla sostenibilità nei territori dove si conduce attività di produzione energetica. Il tutto per mettere a disposizione delle comunità, alla fine del progetto nell’estate del 2017, una preziosa banca dati di informazioni e ricerche.

Ovviamente non poteva mancare l’inconfondibile caschetto giallo…

Si parla inglese, obviously, lingua veicolare del progetto e pass necessario dei programmi Erasmus Plus. Una bella occasione per far pratica. In piazza abbiamo raccolto le delegazioni dei ragazzi d’Europa: c’erano le studentesse diafane e biondissime dalla fredda Hammerfest, la città più a nord della Norvegia, gli olandesi festosi del Drenthe College di Assen e i croati del V.Gjimnazia di Zagabria, mediterranei come noi ma molto, molto più seriosi. E poi c’erano i padroni di casa, i ragazzi della Val d’Agri, che hanno ospitato in famiglia gran parte degli studenti.

Dopo mesi di scambi online, attraverso la piattaforma di e-learning pensata da Civicamente e curata da Eni e Feem, con il supporto dell’Università di Zagabria, del Norwegian Oil and Gas Archives, e dell’Ente Parco Appennino Lucano, i nostri hanno finalmente conosciuto gli amici di penna elettronica e hanno dato il loro meglio per farli sentire a casa. A partire dagli abbracci (sembrava che si conoscessero da una vita) fino alle canzoni e agli istituzionali quattro calci al pallone.

Per prima cosa, smartofoni alla mano, abbiamo coinvolto i ragazzi in una caccia al tesoro molto social e senza frontiere, con domande sulle nozioni apprese, su quanto visto girando per il territorio e su giochini di abilità quasi ginnica. Il tutto per facilitare un’integrazione che non ha davvero tardato a manifestarsi spontaneamente.

Complici anche due grandi feste serali e due compleanni: uno croato e uno italiano. È stato divertente ascoltare un “Happy Birthday” poliglotta, la musica è la stessa dappertutto, e vedere come i ragazzi mescolassero i diversi modi di fare gli auguri: gli italiani impiastricciavano la faccia del festeggiato con la panna della torta, i croati, più composti, onoravano la compagna contando gli anni alla rovescia.

La settimana è stata fittissima di attività, di studio e formazione, di viaggi, di incontri e di momenti di pullman con un’atmosfera da gita amplificata dalla chitarra e dalle eterne bionde trecce di Gianna Gianna Gianna. L’ultima sera abbiamo tirato tardi ma era doveroso: tra gli abbracci e qualche lacrima i ragazzi si sono dati appuntamento all’anno prossimo… Croazia, see you soon!
(ha collaborato all’articolo Flavia Mondello)

Andrea Bellati

(da Newsletter Eniday del 24 marzo 2017)

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