L’energia 4.0? Più digitale e sostenibile

Una partita che si preannuncia tutt’altro che semplice. L’obiettivo è chiaro a tutti n problema, semmai, è come far quadrare il cerchio: cioè come sostenere la crescente domanda di energia e al contempo minimizzare le emissioni nocive in atmosfera.

Dai trasporti all’industria manifatturiera, dal residenziale all’agricoltura, fino a un modello di terziario sempre più digitalizzato, quello energetico, e in particolare come trasformare una commodity che finora è riuscita ad attirare pochi investimenti in innovazione in un pivot di crescita sostenibile, è – e rimarrà – il tema del prossimo decennio.

Se ne è discusso, giovedì e venerdì scorsi a Castel San Pietro Terme, in provincia di Bologna, durante i lavori del secondo Energy Forum organizzato da EY, che ha visto la presenza di player del settore del calibro di Eni, Enel, E.On, Sorgenia, A2A, Hera, Iren, Dolomiti Energia, Alperia, Edison, Snam, Erg e Bosch. «Le tecnologie digitali sono fondamentali per lo sviluppo del settore dell’energia—ha spiegato l’ad di EY in Italia Donato Iacovone —, dalla gestione delle reti che può essere resa sempre più efficiente e flessibile, alla produzione distribuita dei prosumer che, attraverso la blockchain, per esempio, può entrare in un nuovo mercato distribuito dell’energia, con il consumatore che diventa produttore, avvicinando domanda e offerta e rendendo più efficiente il sistema».

Rivoluzione

Proprio la Quarta rivoluzione industriale, secondo il Chief digital officer di Eni, Luigi Lusuriello, offre un’occasione imperdibile: «Negli ultimi anni—è stato il suo ragionamento — abbiamo assistito all’esplosione di tre fattori: la disponibilità di dati, la riduzione dei costi dei sensori e l’aumento della capacità computazionale. Tutti insieme hanno liberato il potenziale delle tecnologie digitali». La linea da seguire, quindi, pare chiara: intelligenza artificiale per assicurare la decarbonizzazione grazie alla costruzione di un mix energetico — leggi, gas e rinnovabili—efficiente e flessibile. Ma, affinché il modello diventi sostenibile, «occorrono interventi strutturali, a partire dal rinnovamento delle reti e dei sistemi di mercato affinché si possa godere dell’aumento delle rinnovabili nel modo giusto», ha insistito Alessandro Garrone, vicepresidente di Erg. Altra sfida, poi, riguarderà la mobilità che, come ha ricordato il Future cities leader di EY Gianluca Di Pasquale, «incide sulla vita dei cittadini, sulle politiche delle pubbliche amministrazioni, sull’industria» e sta vivendo una trasformazione sostenuta da 182 miliardi di euro investiti, dal 2014 a oggi, in tecnologia, automotive, venture capital e private investment per intraprendere la strada verso la sostenibilità che, come evidenziato da uno studio del Ministero dei trasporti inglese, va governata per evitare rischi». Bene dunque le iniziative che nascono e si sviluppano sui territori, come quella di A2A lungo il corridoio Brescia-Bergamo-Milano. «Per noi la sostenibilità è importante e abbiamo scelto di declinarla sulla mobilità che supportiamo realizzando infrastrutture di ricarica — ha detto Paolo Meneghini, presidente e ceo di A2A Energy Solutions —. In tutto sono oltre 500, in questa regione, i punti di ricarica dove integriamo anche tecnologie Iot come lo smart parking, cioè la rilevazione dei posti occupati».

di Massimiliano Del Barba

(da L’Economia del Corriere della Sera del 3 giugno 2019)

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