Le prime 3 FAQ di Food fo Good

L’uomo della strada

 

 

Quando si incontrano delle buone iniziative val la pena parlarne.

Food for good è stata lanciata per non gettare il cibo che non viene consumato nei vari convegni/congressi/convention.

Per raccontarvelo mi avvalgo di quanto rispondono gli organizzatori alle prime 3 più frequenti richieste di chiarimenti (FAQ).

  1. Perché dovrei aderire al Progetto Food for Good?
    Perché può accadere che a fine evento, soprattutto con un elevato numero di partecipanti, rimanga del cibo non consumato. Questo cibo può essere condiviso e diventare risorsa per persone che ne hanno bisogno, anziché diventare un rifiuto. Il progetto FFG è molto semplice, non comporta grossi sforzi, né costi gravosi e avviene nel rispetto delle normative grazie alla Legge n.155/2003 detta del “Buon Samaritano”.
    Grazie a Food for Good si possono trasformare le eccedenze alimentari in risorse importanti per la società, da utilizzare per sfamare chi ne ha più bisogno, creando allo stesso tempo un minor impatto ambientale. Un impegno minimo e grandi vantaggi!
  2. Quali siti posso consultare per conoscere meglio il Progetto?
    E’ possibile consultare la pagina: http://www.federcongressi.it/index.cfm/it/ms/food-for-good  e la pagina Facebook del progetto.
  3. Quali Associazioni coordinano il Progetto?Le Associazioni che coordinano il Progetto sono:
    Federcongressi&eventi: l’associazione nazionale delle imprese, delle istituzioni   e dei professionisti che svolgono attività connesse con il settore dei congressi e degli eventi.
    L’associazione si prefigge l’obiettivo di rappresentare e valorizzare in tutte le sue forme l’attività congressuale e gli eventi di incentivazione, di promuoverne lo sviluppo quale fattore chiave di indotto economico, sociale e culturale.
    Banco Alimentare: Onlus che nasce nel 1989 per recuperare le eccedenze dalla filiera agro‐alimentare e ridistribuirle a strutture caritative che si occupano di assistenza e di aiuto ai poveri, agli emarginati e, in generale, a tutte le persone in stato di bisogno in Italia.
    Equoevento: la prima organizzazione in Italia che si occupa di risolvere il problema degli sprechi alimentari nel settore degli eventi. Nata nel 2014, l’organizzazione si è sviluppata rapidamente grazie ad una rete di giovani volontari e in meno di un anno ha realizzato oltre 100 Equoeventi, oltre 30.000 pasti ritirati, oltre 20 enti caritatevoli beneficiari, tra case famiglia, mense per poveri e centri per rifugiati.

E, per chi vuol saperne di più, ci sono moltissime altre domande con altrettante risposte esaurienti a www.federcongressi.it.

di Ugo Canonici

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