Le nostre giostre sono migliori

L’Uomo della strada

 

 

 

E facciamoci una “ola” una volta tanto!

In genere noi, popolo dello Stivale, siamo sempre pronti ad autodenigrarci. Da una indagine realizzata con criteri accurati è risultato che chi parla peggio degli italiani sono proprio gli italiani stessi.

Credo che non avessimo bisogno di aspettare di leggere la ricerca di cui sopra. Lo sapevamo già per vita-vissuta.

Siamo in genere poco indulgenti con noi stessi. Forse perché ci aspettiamo (speriamo) che il nostro interlocutore reagisca con “dai non fare così. In fin dei conti…”.

E quando parliamo di Sostenibilità la musica non cambia. Pensiamo e diciamo di essere sempre gli ultimi. E in questo coro, con estrema onestà, mi ci colloco anche io.

Poi leggo una risposta di Ermete Realacci ad una intervista (Ermete Realacci, credo che tutti sappiate, che è l’anima storica dell’ambientalismo italiano, presidente di Legambiente dal 1987 al 2003, fondatore e presidente della fondazione Symbola), in una intervista – dicevo- alla domanda di Claudia Voltattorni del Corriere della sera “Industrie e imprese in Italia sono attente all’ambiente?” Confesso che mi aspettavo una serie di considerazioni di rimprovero, disgustate, dispiaciute. Ma Realacci risponde: “Si, sono attente all’ambiente. Perché un approccio ecologico ha ricadute positive anche per loro. Un esempio: essendo un Paese povero di materie prime, siamo diventati una superpotenza di economia circolare e così risparmiamo 20 milioni di tonnellate l’anno di petrolio. Sa che siamo i leader mondiali di produzione di giostre? I cinesi scelgono noi perché le nostre giostre consumano la metà di quelle tedesche. Ma di esempi così ne abbiamo a decine”.

Non so se è una piccola o una grande cosa per il grande tema della Sostenibilità.

In ogni caso, automaticamente, immaginandomi su una di queste giostre, mi ritrovo a canticchiare, insieme con Toto Cutugno, “Lasciatemi cantare/con la chitarra in mano/lasciatemi cantare/sono un italiano …. Lasciatemi cantare/perché ne sono fiero/ sono un italiano/un italiano vero.”

Ugo Canonici

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