La Sostenibilità non è una moda (ma un vantaggio competitivo)

L’intervento

 

 

Sostenibilità è ormai diventata una parola di uso corrente, quasi un requisito indispensabile per descrivere una strategia aziendale, una scelta produttiva, un progetto sociale. E il riferimento va sempre di più oltre gli aspetti ambientali, pur sempre più importanti dati gli effetti dirompenti dei cambiamenti climatici, per comprendere la qualità della vita nelle sue più differenti dimensioni.

Si potrebbe dire che la sostenibilità è il lato positivo della modernità. È una spinta all’innovazione, ma nella consapevolezza che è necessario valutare passo dopo passo le ricadute delle scelte che si possono compiere. È un’affermazione di progresso perché vuol dire tener conto della persona nell’integralità del suo essere cittadino/consumatore/lavoratore/risparmiatore.

Lo ha dimostrato con efficacia il Salone della Csr e dell’innovazione sociale che si è svolto all’inizio di ottobre all’Università Bocconi di Milano. Un Salone in cui aziende, associazioni, gruppi di interesse, hanno dimostrato come la sostenibilità sia una pratica sempre più condivisa.

Per le imprese è un vantaggio competitivo a molte dimensioni. L’economia circolare e la finanza responsabile aiutano l’economicità della gestione. L’immagine di un’azienda sostenibile propone un messaggio di forte gradimento verso i consumatori. L’impegno per una smart city crea consenso e sollecita la fiducia. Il richiamo alla responsabilità risponde alla sempre maggiore attenzione verso i consumi: non solo quelli alimentari per la prevenzione delle malattie, ma anche scelte come quelle per la casa o l’automobile rispondono alle garanzie di tutela ambientale.

E si scopre sempre più spesso come anche all’interno dell’impresa una politica di sostenibilità fa crescere la motivazione dei collaboratori e rende migliore la governance aziendale: sollecitando un impegno verso gli obiettivi, anche etici, dell’impresa superando la vecchia logica del rispetto formale delle mansioni.

di Gianfranco Fabi

 

Gianfranco Fabi (1948), giornalista, è stato vicedirettore del Sole-24 Ore e direttore di Radio 24. Insegna “Tecniche e scenari della comunicazione economica” all’Università di Castellanza. È presidente di Argis (Associazione di ricerca per la governance dell’impresa sociale)

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