“Insieme ce la faremo”; ”#insieme generiamo fiducia”; “quando non ci sono parole ne basta una. Grazie.”

Sono slogan che si ripetono, con altre parole, tutti i giorni, da un mese.
Di colpo è cambiato il rapporto delle aziende con i loro clienti.

Di colpo la drammaticità del momento ha mutato i contenuti dei messaggi: l’approccio si è fatto più personale, più “vicino” alla sensibilità popolare.

Non è paragonabile quello che è avvenuto nel mondo della comunicazione a nessun “minuto di silenzio “, ad un augurio per qualche festività.

In questa gara per sostenere la vita di tutti ogni giorno alcune imprese hanno manifestato una partecipazione alla situazione che non è mai avvenuta nel nostro paese.

Al di là dei litigi quotidiani nella politica, alle indifferenze di qualcuno che non sopporta le regole, di fatto tutti, ma proprio tutti, hanno visto modificarsi la vita in modo così repentino che solo la guerra poteva aver visto.

E la comunicazione è mutata.

Da una parte i bollettini di guerra, dall’altra le speranze ogni giorno: vedere quella curva di contagiati diminuire.

Queste pagine di pubblicità sono storia di tutti.

Ad esempio la doppia pagina di Barilla che ha posto uno a uno i propri dipendenti in modo visibile come segno di una vicinanza alla gente, di una altro nucleo di persone che lavorava appunto per dare il massimo per tutti.

Cito unicamente questa pagina, ripresa in diversi siti web, come esemplare per tutti.

La storia della comunicazione ha un nuovo passaggio da raccontare e da memorizzare.

E è storico questo atteggiamento di Responsabilità Sociale che è esploso in ogni messaggio.

E’ una comunicazione che ha dato del tu a tutti, incoraggiando!

Vi sono delle categorie che meritano sempre un sostegno particolare: in questa guerra non i nostri soldati, ma le truppe di medici, di infermieri, di volontari, di associazioni che in prima linea svolgono un compito a rischio della propria vita.

I contenuti dei messaggi sono diversissimi ma spesso si concludono con un pay off comune.

Non s’è mai vista una unità così forte tra chi opera nella difficoltà, tra chi è recluso e tra chi soffre e la vita della imprese: di chi opera quotidianamente ed ha aperto il proprio sguardo su tutti.

La sostenibilità è sensibile al crescere della reputazione. E oggi la partita sul mercato vive anche maggiormente su chi manifesta una grande capacità di relazione con la gente.

Chi avrà mantenuto stretti legami, chi avrà meglio interpretato il bisogno si troverà avvantaggiato dalla reputazione acquisita. Alla sconfitta del virus – perché il Covid-19 verrà sconfitto! – sarà il momento per avviare un nuovo paradigma per ricominciare.

In quel momento i temi della Agenda 2030 potranno essere collegati a quei messaggi, a quegli spunti di collaborazione, di condivisione che abbiamo visto.

Sarà il momento per cambiare registro.

Un momento fatto apposta per dire e dirsi che non si può essere spensierati e distratti.

La vita comune richiede tante attenzione e costi che vanno sostenuti perché vivere insieme richiede tante tutele, e meno distrazioni e più unità.

La ricerca dovrà trovare le risorse che non ha mai avuto.

I servizi alla persona si dovranno adeguare all’età della gente, senza una preselezione vitale del fine vita prima (la Spagna e l’Olanda stanno curando chi ce la può fare, non tutti! Per mancanza di risorse ospedaliere).

Infine i sostenitori della sanità privata per assicurati dovranno fare i conti con la sanità pubblica gratuita che viene erogata dalle nostre tasse e che giunge a coinvolgere anche i privati.

Le raccolte fondi oggi sono così mirate, poi potranno continuare con questo metodo: raccolgo, spendo subito e informo.

Infine proprio quelle imprese che hanno dato messaggi di condivisione con spot e pubblicità potranno manifestare compiutamente che quella è stata una grande occasione che deve rimanere nel DNA aziendale.

Per non dimenticare!

Bruno Calchera
Direttore Responsabile

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