La Sostenibilità è un mestieraccio!

Il punto del Direttore

 

 

Fare CSR non significa solo fare un Bilancio Sociale o essere obbligati ad un Dichiarazione Non Finanziaria. Così non basta aver fatto qualche ricerca interna per democratizzare le relazioni con il personale. Ad esempio: oggi sono tornati in auge gli “open Space” in cui anche il Boss lo si può vedere attivo, senza dover immaginare cosa fa dietro ad una porta. E’ chiamata umanizzazione delle relazioni. O meglio “democrazia aperta”. Ma la relazione nasce perché ci sono le porte, ma perché le porte si aprono e si chiudono.

Come non basta aver scelto uno dei Goal dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per sentirsi a posto con la propria coscienza di attenti sostenitori della Responsabilità Sociale.

I 17 goal vanno presi tutti insieme. Essi generano quella che una volta – e vale oggi – si chiamava CULTURA.

Cultura è la ricerca del significato di ogni cosa, e ogni domanda ed esperienza che sorge per conoscere come l’uomo ha camminato in questa strada del sapere. E poi vedere i risultati e appassionarsi alla persona come soggetto e terminale di ogni azione, nel presente ed in ogni tempo.

La sostenibilità richiede una mentalità. Una consapevolezza della ragione che decide passi perché li ritiene utili e necessari.

Noi di CSRoggi valorizziamo tutti i tentativi che diventano fatti riconoscibili e attraverso la comunicazione indichiamo le buone prassi. Esempi. Testimonianze che è possibile essere sostenibili nel vivere la giornata, a casa e al lavoro, nel tempo libero, nella educazione e nella concezione di famiglia, di territorio, di vita sociale ed aziendale.

 

Se un Capodoglio muore per aver ingoiato nel tempo 7 chili di plastica il problema non è solo di chi fabbrica plastica e nemmeno di coloro che hanno fabbricato quegli oggetti e nemmeno  di coloro che li hanno gettati in mare.

Tutti costoro lo hanno potuto fare per una mancanza di consapevolezza di cosa facevano, del male che producevano, del disinteresse all’origine degli affari – tanto peggio, tanto meglio – per l’incuria di chi doveva controllare, per la superficiale scelleratezza di chi pensa solo a poche cose e spesso lo fa pericolosamente per tutti.

Fare Sostenibilità è frutto di un carattere, di una sensibilità che genera consapevolezza e innanzi tutto una umanità vissuta in prima persona. Non si diventa uomini per legge, e nemmeno perché qualcuno ce lo consiglia. Si diventa adulti maturi consapevoli guardando la realtà e desiderando conoscerla per migliorare la vita propria e di tutti.

Alcuni hanno agito bene e hanno lasciato tracce indelebili nella storia loro e di altri.

Ci sono esempi storici che ricorrono: gente che ha lasciato tracce solo di male, di distruzione, di guai, di morte. Ci sono le commemorazioni delle vittime di costoro.

Però c’è la gratitudine che non perisce per i costruttori delle cattedrali di umanità che permangono nel tempo. Questi la sostenibilità la respiravano, era parte della loro identità.

Questi la Sostenibilità la insegnano ancor oggi.

 

Bruno Calchera

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