Il punto del Direttore

 

 

 

Prendo le mosse dall’articolo del Corriere della Sera di Sabato 11 dicembre, pag. 49.
Nell’incontro organizzato da “L’Economia”: l’articolista fa intervenire personaggi di indubbia caratura come Pier Carlo Padoan e Roberta Marracino di Unicredit. Mario Cucinella fondatore di MCA Architects e SOS School of Sustainability.  E’ importante anche Raffaello Innocenti di Chiesi farmaceutici che si distacca parlando di B-CORP. Nella conclusione Carlo Pesenti di Italmobiliare saggiamente conclude “siamo tutti principianti quando parliamo di sostenibilità”.
E’ assolutamente assente in questi protagonisti della finanza un accenno, anche vago, di iniziative concrete che invece stanno modificando l‘ambiente finanziario: vi sono fatti interessanti che possono definirsi veramente rivoluzionari.

Alcuni esempi:
I clienti olandesi della Triodos Bank scelgono quella banca perché vogliono sapere come viene usato il loro denaro. Siccome Triodos Bank stabilisce precisi standard sociali ed ecologici per i suoi clienti, hanno avviato per loro una App che permette di identificare le imprese sociali e verdi che sono nei paraggi della vita dei clienti. Un modo per agevolare domanda e offerta.
Sono Stakeholder definiti che vengono riconosciuti tali preventivamente e poi segnalati alla clientela.

Nell’articolo è assente la microfinanza e una attenzione all’etica.

Un altro esempio: la Vancity Credit Union di Vancouver nella Columbia Britannica, – costa occidentale del Canada – ha creato un prestito on line Fair & Fast che si pone come alternativa non predatoria al payday lending, ossia il prestito concesso fino al giorno di paga, un prestito definito “predatorio”. (www.vancity.com).
Quelli di Vancity hanno notato che alcuni sono rimasti intrappolati in un ciclo di debiti e ha progettato questa forma di prestito attraverso una politica di prezzi responsabili con scadenza flessibile.

In San Salvador c’è SAC Apoyo Integral una banca di Microfinanza, che concede prestiti per individui e piccole imprese che normalmente non hanno accesso al sistema bancario tradizionale, a causa della povertà (un fenomeno presente ovunque). Ad aprire questo Microcredito è stata la Fundación Salvadoreña de Apoyo Integral (o FUSAI) che è diventata una delle Istituzioni di sostegno alla Microfinanza più autorevole nel Centro America.

Tina Narron della Verity Credit Union di Seattle ha recentemente affermato: «il mese scorso abbiamo rifiutato una richiesta di un prestito finanziariamente solido per motivi di impatto. Abbiamo detto al cliente: “Troverete facilmente una banca che finanzi questo complesso residenziale. Da un certo punto di vista si tratta di un progetto solido. Implica però lo sfratto degli inquilini, e per questo motivo noi non siamo in grado di finanziarvi».

Un ultimo esempio di comportamento etico e sostenibile.  Patty Zuidhoek, direttrice della Business Bank nei paesi Bassi – sede nella Triodos Bank –:” siamo orgogliosi di finanziare la transizione energetica e crediamo nel bisogno di fonti di energia rinnovabile.  Abbiamo però deciso di non finanziare una grande quantità di pannelli solari sul tetto di una azienda agricola industriale perché questo agricoltore non biologico voleva ridurre i costi energetici per investire in più maiali e aumentare il numero di animali in modi intensivo. La mission era ok, ma non eravamo d’accordo con l’agricoltore sul benessere degli animali, sull’uso dei prodotti chimici ecc… Se passava al biologico l’avremmo finanziato”.

Una prima considerazione è dettata da un principio che è innovativo:
non si finanzia un cliente senza conoscere fino in fondo il progetto e il suo possibile impatto sociale. Non basta avere i numeri del Business Plan a posto, e fare iniziative di sostenibilità a lato del business principale. L’avventura dello sviluppo sostenibile agganciata alla vita sociale richiede un passo in più: uno sguardo più attento a ciò che veramente accade se certi progetti vengono finanziati.

Un secondo passaggio è la trasparenza accompagnata da una valutazione etica rispetto ai clienti che hanno meno risorse: qui i progetti potrebbero essere maggiori degli attuali ed il microcredito potrebbe fare la parte del leone per sostenere nuove iniziative imprenditoriali.
Sarebbe anche l’aiuto nei periodi di “magra” per tante partite iva che soffrono per accadimenti oggettivi, ma che hanno ottime possibilità di sviluppo in un mercato privo di fermate emergenziali.

Giustamente la dr.a Marracino (Unicredit)  auspicava una vicinanza di capitale pubblico e privato e di riconversione. E’ il filone decisamente forte della Sostenibilità. Di fatto applicato in diversi settori.
La riconversione industriale rimanda il pensiero alla politica del riuso ed ai successi della Economia Circolare.
Infine non tutti i Fondi ESG sono sostenibili.  (Attenti al Greenwashing!)  Non basta una targa per diventare tali, e nemmeno una ispirazione pur lodevole. E’ una decisone che deve mostrare in modo trasparente non solo la partenza e i suoi obiettivi, ma soprattutto la destinazione ed i suoi effetti. Misurati e misurabili.
Alla fine sono gli impatti misurati che daranno corpo e visibilità alla finanza ESG e alla sua etica operativa.

Bruno Calchera
Direttore Responsabile

I riferimenti in quest’articolo sono tratti da “JUST MONEY”di K. Kaufer e L. Steponaitis – AYROS edizioni – Ottobre 2021”


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