Il punto del Direttore

 

 

 

Si legge nelle pagine dedicate alla Sostenibilità di Poste Italiane:
Etica e trasparenza rappresentano per Poste Italiane i più alti valori su cui è improntata l’identità aziendale, principi fondamentali che guidano nella conduzione del proprio business fondato per sua natura sulla fiducia e nella gestione delle relazioni con tutti i suoi stakeholder. Rilievo strategico è, quindi, riconosciuto dall’Azienda all’osservanza delle normative e dei codici di condotta interni ed esterni, al rispetto delle regole e alla massima correttezza, senza alcun conflitto tra interessi aziendali e personali.

I NUOVI FRANCOBOLLI
Per risparmiare ora non stampano più il prezzo. C’è una tabella che dice il valore.
Chissà come sarà portata avanti la differenziazione dei costi nel tempo con gli aumenti. Nelle case non è arrivato nulla. Ci si deve fidare! Il Francobollo B euro 1,10. (posta 4) e Francobollo A pe la posta prioritaria?

Non hanno fatto nemmeno uno spot Tv per indicare il nuovo francobollo, come cambia, come saranno rese note a tutti le tariffe, se ci sarà il francobollo C o D? Se questo sistema è stato testato e compreso da tutti. Una legge del 2018 meritava almeno la conoscenza. Nessuna informazione.

Nel silenzio di tutti vediamo la posta che ha rinnovato uffici, che si presenta come uno Sportello bancario, che fa prestiti, che durante il COVID ha organizzato il lavoro attraverso la presenza di un numero preciso di utenti per regolare gli ingressi.

Non ci sono più in giro le caselle postali. Bisogna andare alla Posta per spedire una cartolina.
E’ interessante leggere quello che Poste scrive a proposito della Sostenibilità.
La parola Etica e Trasparenza fa molto fine.

Abbiamo posto all’inizio la dichiarazione valoriale di Poste Italiane.
Ci sono pure le parole Fiducia e Codici di Condotta. Mai una osservazione sulla opinione degli stakeholders.

Ci chiediamo: la Posta fa la posta?
Cioè consegna in tempi ragionevoli?
Noi che facciamo gli editori e diamo le riviste alla Posta nel modo suggerito. Constatiamo che i prodotti vengono consegnati con un mese di ritardo, nonostante l’impegno di giungere al destinatario entro circa 10 giorni.
Per non citare il caso ormai ricorrente di due fasi inconciliabili: assenza di portinerie e lettere e pacchi che non arrivano.

Il destino poi dei reclami è sconcertante: persino il sito di Poste Italiane segnala di cittadini che hanno scritto lamentandosi e che non hanno ricevuto risposta. La Direzione delle poste ha pensato allora di dare un suggerimento: “In genere Poste Italiane si impegna a rispondere ai reclami presentati sui servizi postali entro 45 giorni lavorativi. Se non hai ricevuto una risposta entro questo termine o se quella che hai ricevuto non ti ha soddisfatto, puoi chiedere la procedura di conciliazione descritta nell’apposita sezione del sito. “

Una soddisfazione! 45 giorni poi l’ammissione alla conciliazione (?): una nuova procedura burocratica. Se si spediscono 1000 riviste e ne vengono consegnate alcune, supponiamo 100, come sapere che la mancata consegna si riferisce a 900 copie? Il danno come lo si può ricostruire?

Conclusione.
Siamo in Italia, e le vie della PA, anche privatizzata ma sempre statale, sono le solite.
La PA ti fa torto? Il Giudice può anche darti ragione, ma non succede nulla. Anzi ti adoperi per migliorare le cose, ma non serve, la burocrazia generale è immutabile.
Così vediamo che Poste Italiane pubblicizza largamente i suoi servizi, ma la consegna della posta è palesemente peggiorata, pur con un minor carico distributivo.

Con le email abbiamo ridotto l’invio di lettere e cartoline almeno del 99%.
Ora l’attenzione della Posta è quella di spostare il focus del business su Finanza e Sistema Bancario. Il suo ruolo originario di consegna è rimasto: ma come?
Nemmeno i francobolli della collezione sono interessanti (che se ne fa un filatelico di un Francobollo di tipo B, che varierà il prezzo senza modificarsi?).

Bruno Calchera
Direttore Responsabile

 

 


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