La pesca di Bolton Food (Rio Mare) diventa sostenibile

Bolton Food, la società milanese che controlla fra gli altri i marchi Rio Mare, Palmera e Simmenthal, ha raccolto la sfida lanciata da Greenpeace e dal Wwf raggiungendo risultati concreti nella pesca sostenibile. Quanto realizzato dalla divisione Conserve ittiche nel quadriennio 2014-2017 (unitamente agli obiettivi per il futuro) è stato presentato nel rapporto socio-ambientale “La giusta rotta” che è stato di recente presentato nel capoluogo lombardo. “Fare impresa nel mondo di oggi significa farsi carico con responsabilità delle filiere, per migliorare il mondo e il pianeta dove noi e i nostri figli viviamo – spiega Giuseppe Morici, amministratore delegato di Bolton Food – Essere leader significa tracciare questa strada per il futuro”.

Nelle sue aree di pesca Bolton Food sta promuovendo, con il supporto del Wwf e del suo partner strategico Tri Marine, progetti di miglioramento della pesca credibili e robusti, cioè iniziative che hanno come obiettivo quello di migliorare le pratiche e la gestione di una filiera di pesca, per far sì che quest’ultima possa risultare conforme agli standard fissati dalla certificazione Msc (Marine Stewardship Council). Grazie a questo impegno entro il 2024, il 100% del tonno sarà pescato da fishery certificate Msc o coinvolte in progetti di miglioramento della pesca credibili e robusti (Robust Fishery Improvement Projects – Robust Fips). Nel 2017 era già stato raggiunto il 52,4%. Per quel che riguarda le altre specie ittiche (salmone, sgombri e sardine) entro il 2024 il 100% della pesca sarà certificata Msc o Asc (Aquaculture Stewardship Council) o aderirà progetti di miglioramento delle aree di pesca (Fip) o dell’acquacoltura (Aquaculture Improvement Projects – Aips). Già oggi l’81% degli sgombri proviene da filiere di pesca certificate Msc.

“Il Wwwf sta lavorando con Bolton Food per migliorare la sostenibilità delle loro attività di pesca, lungo tutta la catena di fornitura e per guidare cambiamenti necessari a proteggere gli oceani – dice Isabella Pratesi, direttore Conservazione di Wwf Italia – La partnership con Bolton Food, in quanto leader europeo nel mercato del tonno in scatola, è cruciale per cambiare il modo in cui il tonno è pescato e influenzare i criteri con cui operano le aziende del settore ittico. Condividendo le migliori pratiche, miriamo ad ispirare altre società di prodotti ittici a intraprendere la strada verso la sostenibilità, contribuendo così a una pesca ben gestita e a oceani sani.”

Entro il 2020, inoltre, Bolton Food pescherà il 50% del tonno con i metodi di pesca più selettivi caratterizzati da un basso livello di pesca accidentale e un ridotto impatto ambientale (pesca a canna, pesca con lenza, pesca artigianale da piccole imbarcazioni sostenibili, pesca con reti a circuizione su banchi liberi). Ad oggi questi metodi coprono il 28% degli approvvigionamenti. Sul fronte della tracciabilità, Bolton Food ha sviluppato un sistema all’avanguardia nel settore certificato secondo lo standard Iso 22005 per la filiera del tonno, che permette di tracciare dal porto allo stabilimento produttivo di Cermenate (Como) oltre 500 referenze prodotte su 10 linee.

Queste pratiche hanno ricevuto il plauso anche di Greenpeace: “Accogliamo con soddisfazione gli impegni annunciati oggi da Bolton Food – certifica Giorgia Monti, responsabile della campagna mare di Greenpeace Italia – La decisione di spostare le proprie produzioni verso i metodi di pesca più sostenibili e imporre limiti all’utilizzo di Fad sui pescherecci da cui si approvvigionano è il risultato di un lungo e serio processo che Greenpeace ha seguito da vicino. Prendendo impegni ambiziosi l’azienda ha dimostrato di essere un vero leader del mercato del tonno. Siamo sicuri che le sue politiche stimoleranno un vero e proprio cambiamento del settore verso approvvigionamenti più sostenibili e socialmente responsabili”.

di Marco Frojo

(da repubblica.it del 5 dicembre 2018)

 

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