La nuova via degli imballaggi

La sostenibilità che tocca gli imballaggi.

Un esempio ed un fatto importante è accaduto il 6 Marzo del 2020.

Nestlè ha firmato l’European Plastics Pact .

Piuttosto di tassare la plastica, per migliorare l’ambiente, aderire all’European Plastic Pact ( accordo che vede la partecipazione di Francia, Paesi Bassi ed altre nazioni) è un modo libero e altrettanto efficace di intervenire sulla riduzione delle materie plastiche utilizzate dalle aziende.

La firma di adesione della Nestlè al Patto rende concreto l’obiettivo che questa azienda si è fissato di raggiungere: il 100% di imballaggi riciclabili e riutilizzabili e ridurre poi di un terzo l’utilizzo della plastica vergine nel 2025.

Gli aderenti al Patto sono Aziende Leader nell’Europa ma vi sono anche ONG.

Marco Settembrini, CEO di Nestlè ha dichiarato che “uno dei nostri obiettivi comuni è quello di creare un’Economia Circolare migliorando i programmi di raccolta, smistamento e riciclo in tutta Europa”. (Adnkronos).

Un altro e nuovo segnale dalla Nestlè è quello dell’investimento di 1,5 miliardi di franchi svizzeri per utilizzare la plastica riciclata ad uso alimentare nella distribuzione di prodotti.

Investimenti come questo non sono fatti isolati ma indicano una tendenza che può essere imitata.

Il comunicato della Adnkronos aggiunge anche l’esistenza di un accordo di Nestlè con Loop in Francia (“Loop è la piattaforma on line che attiva uno shopping circolare, primo nel suo genere, creato da TerraCycle, in collaborazione con importanti rivenditori e marchi di beni di consumo lanciata al World Economic Forum di Davos a Gennaio 2020, che provvede appunto alla consegna a domicilio con imballaggi riutilizzabili.” )

 Questa seconda informazione è decisamente una forma di pensiero globale che tocca tutto il settore dell’imballaggio e di conseguenza tutta la filiera alimentare.

Altroconsumo sul suo sito internet fa una importante considerazione: “La possibilità di acquistare cibo direttamente da Internet sta trasformando il mondo alimentare e anche quello degli imballaggi.
In futuro serviranno confezioni sempre più pratiche e leggere per poter facilitare i rifornimenti.
Le tecnologie stanno evolvendo in fretta ed esistono già contenitori fatti di nuovi materiali sostenibili, rinnovabili e riciclabili.
Anche la catena di approvvigionamento sta già cambiando notevolmente.
Le consegne, grazie all’impiego della robotica, porteranno a un cambiamento nel comportamento dei consumatori che acquisteranno prodotti con più frequenza e in piccole quantità. Imballaggi efficienti e dal basso impatto ambientale saranno fondamentali per ridurre gli sprechi”.

Alla Fiera di Bologna ( “Marca” di Gennaio 2020) si rilevava che gli imballaggi sono tra le prime fonti di produzione dei rifiuti e quelli in plastica per gli alimentari non sono facilmente riciclabili.

Alcune aziende del settore produttivo hanno presentato prodotti riciclabili che hanno destato grande attenzione. Ad esempio le produzioni della Nicoletti Cartotecnica, Pool Pack by Grossi Group, Novamont in collaborazione con Saes Group e specialmente da Better Planet Packaging di Smurfit Kappa (una azienda olandese fondata nel 1974 con una sede in Italia a Vignate in provincia di Milano) che ha fatto della Innovazione e della sostenibilità una linea guida della propria produzione.

Infine per incidere su prodotti innovativi Nestlè ha lanciato un fondo di 250 milioni di franchi svizzeri per l’imballaggio sostenibile che si concentra su start up che sviluppano nuovi prodotti, con nuovi materiali e nuovi sistemi di ricarica e soluzioni di riciclo.

E’ un modo di camminare, di pensare al futuro che è fatto di tecnologia applicata e di condivisioni. Pur nella incertezza che respiriamo in questo tempo fanno piacere i passi di alcune aziende che sanno che cambiare ed investire in sostenibilità è indispensabile.

E’ la concretezza della Agenda 2030.

 

Bruno Calchera
Direttore Responsabile

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