Sesto San Giovanni, 22 novembre 2021 – Dieci le realtà lombarde che lo scorso 9 novembre hanno ricevuto il Premio Parità Virtuosa del Consiglio Pari Opportunità del Consiglio regionale della Lombardia: tra queste, l’unica cooperativa sociale è La Grande Casa, che si è aggiudicata il riconoscimento per aver applicato sistemi e tutele innovative in tema di welfare aziendale.
Commenta così il premio il Presidente Liviana Marelli: “La Grande Casa si occupa dal 1989 di tutela e promozione dei diritti di bambini, ragazzi, famiglie, donne sole e con i propri figli, migranti. Proprio perché cooperativa sociale, ha nel proprio mandato statutario l’attenzione al principio della mutualità tra i soci: in cooperativa lavorano quasi 400 operatori di cui il 70% donne, le attività (residenziali, diurne) interessano 10 ambiti territoriali della Lombardia.
Il tema della conciliazione è quindi un tema costitutivo e indipendente, da sempre, dalla scelta associativa, poiché la nostra cooperativa non prevede e non attua distinzioni tra lavoratori soci e lavoratori non soci. C’è infatti parità di trattamento a tutti i livelli e quindi anche in riferimento alle scelte connesse alla parità virtuosa e alla conciliazione.

L’attenzione al work-life balance è per noi da sempre un punto d’orgoglio, ritendo una necessità, prima di tutto interna, la garanzia del benessere delle lavoratrici e dei lavoratori e l’attenzione e la vicinanza ai singoli percorsi, non solo professionali, ma anche di vita. Stessa attenzione che coerentemente i nostri educatori e professionisti riservano alle persone e alle famiglie che accompagniamo.

Proprio come nei confronti di questi ultimi, l’attenzione non è un mero esercizio retorico, ma si compone di mille piccole attenzioni quotidiane: la relazione diretta e dialogica con le funzioni di responsabilità; la co-definizione dei tempi di lavoro individuale e il ricorso flessibile al part-time e allo smart working; la disponibilità in via preferenziale di servizi di conciliazione come nidi, centri prima infanzia, centri estivi e di servizi di consulenza psico-pedagogica, l’attenzione mirata e la costruzione di percorsi lavorativi ad hoc a favore delle lavoratrici al rientro dalla maternità.

Questa cultura consolidata della prossimità è quello che maggiormente ci ha reso reattivi, aiutandoci a resistere al primo impatto della pandemia, a riorganizzare i tempi e i modi di lavorare garantendo a ciascun lavoratore il maggior agio possibile e contemporaneamente mantenendo alto il livello della qualità del servizio offerto alle persone che accogliamo.

La riorganizzazione ha comportato comunque uno sforzo organizzativo interno nel ridistribuire carichi di lavoro, l’implementazione delle dotazioni e delle infrastrutture tecnologiche per facilitare il lavoro a distanza e uno sforzo economico e gestionale per garantire ad esempio l’anticipo del Fondo Integrazione Salariale.

La pandemia è stata però anche l’occasione per fare un salto qualitativo nel sistema di organizzazione del lavoro, ad esempio nella messa a regime di un sistema funzionale di smart working attraverso formazioni mirate, che ha migliorato ulteriormente una cultura aziendale già improntata alla flessibilità e alla sostenibilità.

Siamo quindi felici e orgogliosi che questo premio riconosca il lavoro di ascolto e di presa in carico dei bisogni delle lavoratrici e dei lavoratori, quale primo livello della comunità più allargata di cui la nostra cooperativa intende prendersi cura.”

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