L’ Arcipelago della innovazione economica

Il punto del Direttore

 

 

 

E’ sempre più frequente venire a conoscere la buona prassi; o meglio, verificare l’attività di una azienda che ha avviato seriamente innovazioni che implicano sostenibilità e attenzioni al welfare.

V’è però uno stacco tra esperienze di grande profilo e un deserto rappresentato da realtà economiche che non hanno avviato alcun programma.

Se ad esempio la Responsabilità Sociale divenisse oggetto di Formazione stabile nelle organizzazioni economiche, e nel Terzo Settore, potremmo immaginare un futuro meno problematico.

Chi opera, con una visione sensibile alla Agenda ONU 2030, mostra non solo intelligenza, ma manifesta l’esigenza di un tempo indispensabile per avviare lo sviluppo.

Esso non è misurabile nelle relazioni trimestrali dell’andamento economico di ISTAT o Banca d’Italia – d’altra parte nulla ha fatto questo Governo per incentivare forme di innovazione in chiave CSR, anzi!, preferisce organizzare lo status quo non immaginando, ad esempio, che il Reddito di Cittadinanza avrebbe miglior successo sostenendo le riconversioni industriali e nel contempo una formazione specifica verso la sostenibilità.  – ma attivando azioni ed iniziative di medio periodo che offriranno certamente frutti duraturi per un futuro davvero nuovo, stabile e sostenibile.

Assistiamo in questo periodo a molte presentazioni di innovazione e di documentazione di rinnovata attività aziendale tesa a migliorare la vita sociale ed economica, con innegabili vantaggi per stakeholders, cittadini e territorio.

Ma ogni episodio documentato è un’isola a sé.

E’ un Arcipelago di buone prassi.

Isole che autonomamente hanno avviato processi di sostenibilità.

Sono annunci però che non giungono ai molti, e spesso nemmeno agli addetti ai lavori.

La maggior parte delle imprese  si accanisce, per gravi difficoltà di gestione, su programmi ,  sempre più orientati al breve periodo per fare business, senza programmazione a lungo periodo.

Ogni azienda amerebbe programmare anche a lungo periodo, ma la situazione spesso obbliga a operare con celerità per non perdere quote di mercato.

Se esiste un Arcipelago di buone prassi occorre che i protagonisti si conoscano e indichino una strada.

I veri protagonisti che creano i ponti sono gli imprenditori! 

Un protagonismo visto, letto e compreso da molti, potrebbe indicare vie nuove, appetibili, interessanti per lo sviluppo sostenibile.

Le associazioni imprenditoriali devono, a nostro parere, sostenere la ricchezza di queste buone pratiche per incoraggiarle affinché siano di esempio di innovatività.

Questi sono i ponti di collegamento tra le isole del nostro Arcipelago che ricreano una nuova cultura aziendale da tutti percepibile.

 

Bruno Calchera
Direttore Responsabile

 

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