Alle imprese italiane la trasformazione digitale non dispiace, anche se non sempre ne percepiscono i vantaggi e spesso non sanno come arrivarci. L’Istat ha individuato quattro gruppi di imprese con caratteristiche diverse rispetto all’adozione di tecnologie digitali e di soluzioni applicative: asistematiche, costruttive, sperimentatrici e mature. Una sorta di identikit digitale delle aziende italiane che può aiutare a comprendere come la propria impresa sta affrontando la digitalizzazione e a che punto è del processo di trasformazione.

La maturità digitale delle imprese italiane

Nel censimento permanente concluso da ISTAT nel 2019 il tema della digitalizzazione è stato interpretato integrando il monitoraggio degli investimenti in tecnologie digitali di tipo infrastrutturale (connessione a Internet, acquisto di servizi cloud, ecc.) con l’individuazione di investimenti più specializzati che possano segnalare uno spostamento verso il pieno utilizzo delle risorse digitali disponibili (Big Data, applicazioni di Internet delle cose, stampa 3D, robotica, simulazione, ecc.).

In questo contesto maturità digitale si intende l’investimento in infrastrutture digitali non come obiettivo a sé ma come condizione per ottimizzare i flussi informativi all’interno dell’impresa, con effetti positivi in termini di efficienza e competitività.

Secondo l’ISTAT, che a metà agosto ha diffuso un report su “Digitalizzazione e tecnologie nelle imprese italiane”  come approfondimento del del primo censimento delle imprese, la valutazione del grado di maturità digitale delle imprese italiane con 10 addetti e oltre può essere sintetizzata in quattro punti:
1. circa tre quarti delle imprese sono impegnate in investimenti digitali (ma con prospettive di ulteriore diffusione di tali attività);
2. le imprese sotto i 100 addetti sono prevalentemente coinvolte nella “costruzione” del loro peculiare modello di digitalizzazione;
3. le imprese con oltre 100 addetti sono invece alle prese con la difficile “sperimentazione” di nuove soluzioni tecnologiche e organizzative;
4. soltanto il 3,8% delle imprese (che valgono il 16,8% di addetti e il 22,7% di valore aggiunto) è già nella fase di maturità digitale. Tale quota è decisamente più elevata nel Nord-ovest (4,7%), tra le imprese con oltre 500 addetti (23%) e nell’industria (5,2%).

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