L’uomo della strada

Le cose importanti, le regole imprescindibili, il rapporto con gli altri e insomma tutte quei valori e quei comportamenti che  caratterizzeranno la nostra vita, saranno con noi  se ci verranno insegnati, in modo corretto, da piccoli.

Non c’è da dirsi “quando cresce imparerà. Maturando saprà come comportarsi”. No. Bisogna insegnarlo da piccoli.
Poi ognuno avrà modo di “personalizzarsi” al proprio carattere, i comportamenti che faranno di lui un uomo saggio, corretto, rispettato …
Ma i fondamentali li deve imparare quando è piccolo.

Questo è un concetto di cui sono assolutamente convinto. Ed è perciò che ritengo che sia estremamente importante, venendo alla sostenibilità, che se ne parli da subito.
Oggi stiamo ritornando, dopo il lungo periodo della pandemia, a parlare nuovamente, molto, di sostenibilità. Bene. Ma noto che tutti i messaggi, gli inviti, le raccomandazioni si rivolgono ad un pubblico adulto. Certo, è giusto che sia così. Ma è altrettanto importante che le corrette informazioni siano indirizzate, con i linguaggi adatti, anche ai più piccoli.

E’ per questo che ho appreso con estremo piacere che, con la ripartenza a settembre della scuola (speriamo!) sono state definite anche le guide definitive della Educazione civica a scuola.
A partire dall’anno scolastico 2020/2021 questo insegnamento sarà obbligatorio, con almeno 33 ore annue dedicate. E i tre assi portanti saranno la Costituzione italiana, lo sviluppo sostenibile e la cittadinanza digitale.

Un comunicato del Ministero dell’Istruzione ci informa che “l’educazione civica diventa materia obbligatoria di studi in tutti i gradi dell’istruzione, a cominciare dalla scuola dell’infanzia. Il ministero dell’Istruzione ha inviato il 23 giugno a tutte le scuole le Linee guida per l’insegnamento, un documento di facile consultazione grazie al quale i dirigenti e gli insegnanti potranno mettere in pratica le regole che entreranno in vigore dal prossimo settembre.

Secondo quanto previsto dalla legge 92 del 2019, infatti, la materia, trasversale agli altri insegnamenti, avrà un proprio voto, almeno 33 ore all’anno dedicate e ruoterà attorno a tre assi principali: lo studio della Costituzione, lo sviluppo sostenibile e la cittadinanza digitale.

“L’obiettivo è fare in modo che ragazze e ragazzi, fin da piccoli, possano imparare principi come il rispetto dell’altro e dell’ambiente che li circonda, utilizzino linguaggi e comportamenti appropriati quando sono sui social media o navigano in rete” ha dichiarato il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina, che ha aggiunto: “Realizzare questo documento e inviarlo alle scuole è un atto non solo amministrativo, ma anche profondamente simbolico. L’avvio del nuovo anno scolastico non sarà solo il momento del ritorno in classe, ma anche l’inizio di un nuovo cammino per portare la scuola nel futuro, rendendola più moderna, sostenibile e ancora più inclusiva. Essenziale sarà anche la formazione degli insegnanti, una delle priorità su cui lavoreremo per l’avvio del nuovo anno scolastico”.

La ministra, nella lettera rivolta alla comunità scolastica parla di “grande alleanza con le Regioni e gli Enti locali, patti di comunità con le realtà presenti sul territorio”, per sottolineare l’importanza di creare una scuola rinnovata, di instaurare rapporti di integrazione e alleanza con il territorio.  L’obiettivo del ministero, così come riportato nella lettera, è quello di guidare il lavoro di organizzazione delle scuole sul territorio, indicando all’interno degli strumenti messi a disposizione un elenco di priorità, sulle quali ogni singola scuola creerà il proprio “vestito su misura”.

L’approfondimento dei temi previsti dalla nuova materia dovrà iniziare fin dal primo ciclo di istruzione: durante la scuola dell’infanzia, bambini e bambine dovranno essere sensibilizzati, attraverso il gioco e le attività educative, su temi base come  la conoscenza e il rispetto delle differenze, la consapevolezza delle affinità, il concetto di salute e di benessere.

In particolare, lo sviluppo sostenibile, secondo pilastro su cui ruota l’insegnamento dell’educazione civica, prevede che gli studenti vengano formati sull’educazione ambientale e sulla conoscenza e tutela del patrimonio e del territorio. In linea con quanto previsto dall’Agenda 2030 dell’Onu e dai 17 SDGs, ragazzi e ragazze apprenderanno nozioni sulla costruzione di ambienti di vita, di città, la scelta di modi di vivere inclusivi e rispettosi dei diritti fondamentali delle persone, primi fra tutti la salute, il benessere psico-fisico, la sicurezza alimentare, l’uguaglianza tra soggetti, il lavoro dignitoso, un’istruzione di qualità, la tutela dei patrimoni materiali e immateriali delle comunità. La sostenibilità entrerà, così, negli obiettivi di apprendimento.”

Ugo Canonici

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