Infrastrutture

Il punto del Direttore

 

 

 

E’ un terreno importante.
Non è immaginabile un salto innovativo in presenza di infrastrutture carenti.
E’ come programmare un grande cambiamento nella progettazione complessiva della propria attività produttiva senza tener conto che viviamo un tempo in cui c’è un forte stallo nella infrastruttura più adeguata.
È come stampare bene una rivista, un giornale con la massima cura di giornalisti, grafici e impaginatori, aver dato un ordine al tipografo che dopo la stampa affida il tutto a un autotrasportatore sempre in ritardo.
Un lavoro buono che finisce male.

Noi di CSRoggi per ragioni come queste dobbiamo cambiare anche fornitori e segnare bene con una piccola croce l’auto-trasportatore inadempiente e di conseguenza anche il tipografo.
Si vede come le infrastrutture non sono solo strade ponti e strutture di collegamento ma tutti gli stakeholder che accompagnano lo sviluppo.
Una filiera sostenibile che ha un terminale non sostenibile perde la quasi totalità della propria efficacia innovativa.

Non si cambia se tutti non si mettono in riga.

Anche un call center inavvicinabile o sempre occupato è una distorsione (che voglia di scrivere certi numeri telefonici..!!!) come l’impossibilità di ovviare a ritardi nelle consegne è un guaio enorme.
Infine la Sostenibilità vive di responsabilità: gente che ritiene importante la relazione e che fa di tutto per rimediare.

Bisogna riflettere su quanto accaduto a Milano Marittima dove operatori e clienti insieme hanno lavorato per 9 ore per sistemare un disastro per la tromba d’aria distruttiva.
È un esempio di Sostenibilità a tutto campo.

Ci piacerebbe che la collaborazione tra tutti ci fosse e non esistessero più forme di ostilità che per una idea di parte impediscano il rinnovamento.
Pochi che impediscono l’operare ai più per un pregiudizio o per una indifferenza.
Il trasportatore menefreghista o l’attivista dei No Tav contro ogni cantiere.

Occorre volontà e lungimiranza per accordarsi: ascolto, interesse a comprendere il buono che c’è, immedesimazione, realismo e spesso sopportazione delle differenze.

Bruno Calchera
Direttore Responsabile

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