Quest’anno non c’è spensieratezza nell’andare in vacanza.
Negli anni passati la vacanza coincideva con il respirare un’aria nuova, era uno stacco dalla routine del lavoro, mare e montagna suggerivano altro. Riposo.
I problemi economici solo l’anno scorso vedevano un’ impennata di incertezza con la caduta di un governo e la nascita di uno totalmente diverso, con tante incognite e impossibili previsioni.
Continuava l’inesorabile caduta delle nascite. Irrefrenabile.
Vacanze con meno pensieri quelle di una volta.

Poi è accaduta la catastrofe
Un piccolo virus, un nuovo compagno di cammino, ha dispiegato tutta la sua forza distruttrice. Incontenibile, invadente, irresistibile, ignoto, invincibile.
Il COVID – 19 è il segno del 2020.
In questo tempo si è manifestata una debolezza culturale e una propensione a mutare atteggiamenti in tempi rapidissimi. Dal “ce la faremo” alle accuse agli untori, presunti o veri, e dalle accuse fino alla disperazione.
I governanti di tutti i paesi del mondo hanno reagito in modo diverso e scomposto.
La amministrazione della politica ha manifestato la sua inadeguatezza, allora non prevedibile.
La morte infine è divenuta protagonista per molti, ed indirettamente per tutti.

La morte è il fine vita. Ovvio. Affermazione banale, ma non tanto.
La morte è presente nel nostro ambiente in modo conclamato.
Finisce la vita nei mari. Nelle foreste. Finisce la vita tra i rifiuti, essi stessi simboli della fine.
Avere il denaro sembra di possedere più vita, più speranza di vita.
E il denaro che manca è il primo sintomo che le cose si esauriscono.

Lo Stato non allunga la vita. Lo Stato invadente, che misura cosa serve alla persona non salva.
Lo Stato non offre speranza.
Spesso dimentica, molte volte è insufficiente. Ignora le persone individualmente.
Durante il tempo del COVID si sono manifestate le peggiori suggestioni dell’uomo tese a immaginare il futuro delle persone. Idee, sempre idee, opinioni ogni giorno.
L’immaginazione al potere ha mostrato che il re è nudo. In ogni parte del mondo.
Sprovveduti e con tanto cinismo in tutto il mondo.
Il Covid-19 e la sua strage hanno dimostrato la fragilità dell’essere umano, divenuto incapace di vivere dentro la realtà.

Vivere bene è rigenerare se stessi e il mondo. Vivere compiutamente il senso della vita. Affermare tutta la positività di ogni alito di vita. Accorgersi che la vita non ce la diamo, ma ci troviamo una vita da vivere che non proviene da noi.
La sostenibilità è pensare di ricostruire un pianeta. Per dare bellezza. Per riconoscere che in una esperienza vissuta con significato c’è molta ragionevolezza e che la vita è bella se vissuta per il bene di tutti.
Vi sono state pestilenze anche più gravi nella nostra storia.
Vi sono stati tanti santi nella storia e uomini di grande umanità che hanno dato vita ad altri costruendo pezzi di umanità ancor oggi visibili ai nostri occhi.

C’è la paura di vivere quando le cose non sono più sotto il nostro controllo.
E non sono consiglieri ed esperti che possono rispondere a questo problema in modo esauriente.
In questa avventura del Coronavirus sono state applicate le regole d’oro valide per ogni pandemia, da sempre.
Mascherina, igiene, distanziamento.

Viviamo in una civiltà paurosa che non mette al mondo figli. Quale certezza abbiamo di vivere senza la paura? Una vita senza senso, o con un significato in balia delle circostanze cui reagire, come vincerà la paura di vivere? Ci sono tante malattie che ci creano turbamenti, come conviverci insieme?
Ma allora quale sarà la vacanza serena? Quali attributi dovrà avere? Quale è l’attesa?
Come andare avanti se manca il lavoro? Chi aiuterà chi ha bisogno? Il futuro come sarà? Chi ci permetterà di vivere senza paura? Come sperare? Quali certezze abbiamo? Dove troviamo sicurezza?

Le domande non hanno una risposta immediata.
La vacanza è proprio fatta perché queste domande che il COVID ha suscitato, restino vive e concrete nel nostro vissuto, stimolino la ragione e illuminino saggiamente il cammino per non appoggiare il futuro agli idoli di oggi: Il Denaro. Lo Stato. La Scienza. Il Fato. Le nostre Abilità. Quello che abbiamo fatto con le nostre mani.

“Il Sorprendente “è dentro la vita, vale la pena cercarlo e lasciarsi afferrare da una positività che si può incontrare e che pretende di dare una risposta alla morte con la vita.
Per chi lo cerca e lo ha trovato e lo segue, questa è esperienza.

Bruno Calchera
Direttore Responsabile

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