In bocca al lupo

L’uomo della strada

 

 

Non ho dubbi che tutti noi abbiamo usato, qualche volta,  l’espressione “In bocca al lupo” per augurare successo ad una azione che il nostro interlocutore  ci stava dicendo che era sul punto di compiere.

E non ho dubbi che ci è stato, sempre, risposto “crepi il lupo”.

Dentro di me sentivo che c’era qualcosa che non mi piaceva. Però non  avevo mai portato la cosa a livello di coscienza.

Poi ho fatto qualche ricerca. E poi ho avuto modo di osservare da vicino un lupo cecoslovacco (30% cane – 70% lupo) ed ho tremato quando, una sua convivenza con un cucciolo di altra razza era iniziata col prendere tra le sue fauci la piccola teste del cucciolo che giocava con lui. Per poi osservare però che entrambi erano contenti di quanto fatto e danni non venivano provocati.

In effetti, al di là delle tradizioni dei racconti, delle favole che ci raccontavano da bambini, il lupo è una creatura nobile, quasi fiabesca, con un grande senso di protezione verso i propri cuccioli, spesso nascosti in tane irraggiungibili all’uomo. La madre trasporta i piccoli tra le fauci, per allontanarli da eventuali pericoli. In quel momento, la bocca del lupo è il luogo più sicuro e protetto del mondo, scudo naturale foderato d’amore contro ogni minaccia.

Ecco che la frase in bocca al lupo assume quindi tutt’altra interpretazione: un augurio di sicurezza e protezione dagli imprevisti che possiamo incontrare sulla nostra strada.

Il lupo ha sempre voluto aiutarci e non gli abbiamo risposto “crepi”!

Come rimediare allora? Diffondendo il vero significato della frase, e ribattendo «grazie» o «viva il lupo», la prossima volta che qualcuno ci affida alle sue mascelle.

“In bocca al lupo!” – “Viva il lupo”.

P.S. Adesso vi chiederete cosa c’entra tutto questo con la Sostenibilità. Mi è venuto in mente che tanti comportamenti che la via alla Sostenibilità consiglia di intraprendere, ottengono una risposta non adeguata per una “forma mentis” precostituita. Che si basa su abitudini, consuetudini, pigrizia, ignoranza, superficialità, mancanza di approfondimento, e chi più ne ha più ne metta.

E invece, forse, basterebbe approfondire i concetti …

Ugo Canonici

(foto: vivetoscana.com)

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