Il volo dell’aquila

L’uomo della strada

 

Mi è piaciuto un breve racconto del poeta portoghese Affonso Romano de Sant’Ana.
Ve lo ripropongo.
“L’aquila è l’unico uccello che arriva ai 70 anni. Ma perché ciò accada, intorno ai 40, deve prendere una decisione seria e difficile.
A quest’età i suoi artigli sono lunghi e flessibili e non riescono più ad afferrare le prede di cui si nutre. Il suo becco, allungato ed appuntito, si incurva. Le ali, invecchiate ed appesantite dalle penne ingrossate, puntano contro il petto. Volare è ormai difficile.
In questo momento cruciale della sua vita, l’aquila ha due alternative: non fare niente e morire oppure affrontare un doloroso processo di rinnovamento che durerà circa 150 giorni.
 
La nostra aquila ha deciso di affrontare la sfida: vola verso la cima della montagna e si rifugia in un nido vicino ad un dirupo, dove non avrà bisogno di volare. Lì comincia a sbattere il becco contro la roccia fino a strapparselo. Poi l’aquila aspetta che spunti un nuovo becco con il quale strapperà i vecchi artigli. Quando i nuovi cominciano a spuntare si mette a strappare le vecchie penne.
Solo dopo cinque mesi è pronta per il volo di rinnovamento e per vivere altri 30 anni.”
 
Insomma bisogna avere il coraggio di prendere decisioni difficili, che possono anche costare tanto. Ma se si tratta di averne poi un vantaggio, ne vale la pena.
Qualcuno trova delle affinità con quanto dovremmo fare noi esseri umani, oggi, per cambiare abitudini consolidate e decidere un altro atteggiamento nei confronti del mondo ? E quindi renderlo ancora sostenibile!

Ugo Canonici

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